«La RSA di Girifalco non può restare una struttura formalmente accreditata ma di fatto svuotata della sua funzione». È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente” che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, in qualità di Commissario ad acta per la sanità, per fare piena luce sulla situazione della Residenza sanitaria assistenziale di Girifalco.

Il paradosso

«I ricoveri risultano bloccati dal 2010 – sottolinea Bruno – nonostante la struttura risulti accreditata “ex lege”, come più volte confermato dall’ASP di Catanzaro. Siamo di fronte a un paradosso che va affrontato e risolto, perché sta producendo effetti pesanti sia sul piano dell’assistenza che su quello occupazionale».

Nell’interrogazione, il consigliere regionale ricostruisce una vicenda che si trascina da anni, segnata da sollecitazioni rimaste senza risposte concrete. «Lo stop prolungato dei ricoveri – evidenzia – ha determinato una progressiva riduzione del numero dei pazienti ospitati e, di conseguenza, una contrazione dell’organico. Molti lavoratori hanno chiesto il trasferimento, anche per il timore che la RSA possa andare incontro a una chiusura di fatto per mancanza di utenza».

Circolo vizioso

Un circolo vizioso che, secondo Bruno, va spezzato intervenendo sul nodo centrale della questione. «La riattivazione dei ricoveri è il punto da cui ripartire – afferma – perché solo così sarà possibile rilanciare la struttura e affrontare anche il tema del personale, che oggi continua a garantire il servizio con grande senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di lavoro al limite di quanto previsto dal contratto».

Il consigliere regionale chiede quindi alla Regione e al Commissario ad acta di chiarire le ragioni amministrative, organizzative o sanitarie che hanno portato al blocco dei ricoveri e di indicare quali iniziative urgenti si intendano assumere per sbloccare la situazione.

Tavolo di rilancio

«Ho chiesto anche – aggiunge – se sia previsto un piano di rilancio della RSA e se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con Regione, ASP, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni del territorio».

«La RSA di Girifalco – conclude Enzo Bruno – rappresenta un presidio sociosanitario importante per l’area. Lasciarla in questa condizione significa penalizzare in particolare gli anziani e i lavoratori. È arrivato il momento di dare risposte chiare e assumere decisioni conseguenti».