Cgil e Uil stigmatizzano l’atteggiamento di alcune sigle firmatarie dell’accordo che poi ne hanno chiesto la modifica. Al commissario ad acta: «La mancanza di dialogo non porta bene»
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«In tempi non sospetti Fp Cgil e Uil Fpl Calabria avevano segnalato le inefficienze sommate ai comportamenti antisindacali di Azienda Zero. L’ente di governance della sanità regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risultava ancora in ritardo». Lo scrivono in una nota i segretari regionali delle sigle sindacali Alessandra Baldari e Walter Bloise, in relazione all’accordo e al successivo dca emanato dal commissario ad acta che disciplina le modalità di transito del personale 118 dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero.
I due sindacati sono stati esclusi dalle trattative perché non firmatari del contratto collettivo nazionale. All’indomani del recepimento dell’accordo sindacale scrivono di Azienda Zero che «a quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni delle aziende sanitarie risultava ancora parziale senza una tempistica precisa per l’avvio delle funzioni strategiche e con un quadro non ancora del tutto delineato e effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese».
«Forse è per questo – proseguono – che con una certa fretta, in totale incongruenza con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali Azienda Zero ha convocato solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell’emergenza urgenza, con tanto di modifica di datore di lavoro. Non certo un affare di poco conto, da compiere in privato».
«Stiamo parlando – sottolineano i sindacalisti – non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, hanno inteso trattare alla stregua di un gregge da trasferire in un nuovo recinto, con direzione incerta, senza tutele né per il personale e ancor meno per i rappresentanti sindacali degli stessi lavoratori, rsu. Mai detto è stato più azzeccato "la gatta pressarola fa i figli orbi".
«E così – aggiungono – dopo aver chiuso un verbale di comparto escludendo Fp Cgil e Uil Fpl, che si erano dichiarate contrarie da subito, con l'aggiunta di un ulteriore parere negativo scritto del Nursing Up, Azienda Zero ha ritenuto di chiudere l'accordo con Cisl Fp, Fials e Nursind. Così dopo alcuni comunicati stampa entusiastici, anche di parte sindacale, il commissario delegato alla sanità ha provveduto ad assumere il dca 62 del 19.3.2026».
«Mai pastrocchio fu tale. Resisi conto del pasticcio è partito il dietrofront di Cisl Fp e Nursind che a distanza di poche ore, esprimono forti perplessità e chiedono immediatamente la rettifica del dca 62/2026, contestano il provvedimento che disciplina il trasferimento dei lavoratori parlando di "rischio esuberi, risorse tagliate e procedure non concluse". Ma possibile che si è aspettata l'emissione del dca per rendersi conto? Non si sarebbe potuta sposare prima la tesi di chi, con senso di responsabilità aveva attenzionato il problema? Anziché condurre trattative al buio, escludendo le ragioni di autorevoli e numerosi sindacati e di oltre 1000 lavoratori? Ci sembra il pianto del coccodrillo dopo aver, in buona fede, ingoiato i propri figli».
«Gentile commissario alla sanità, la frittata è fatta, servita nel modo peggiore da un iter di relazioni sindacali, condotto unilateralmente e viziato alla fonte. Ma alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro, dove ha sede Azienda Zero, è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male», affondano Cgil e Uil.
«Così – continuano – nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze, Azienda Zero apparecchia un tavolo con solo quattro interlocutori sindacali, due dei quali a stomaco pieno rigurgitano, per decidere le sorti del personale dell’emergenza urgenza. Ma a chi giova questo teatrino?».
«Dove è finita – dicono ancora – l'Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l'integrazione e l'efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell'impiego delle risorse?».
E concludono: «Presidente la mancanza di dialogo non porta bene in questo caso. Facciamo un passo indietro per il bene della sanità calabrese e ragioniamo insieme del futuro dell'emergenza urgenza a tutela del buon funzionamento dei servizi. Creiamo un percorso condiviso scevro da pregiudizi».

