La Regione richiama le Aziende sanitarie al pagamento delle indennità di pronto soccorso e il Nursind torna all’attacco e diffida le amministrazioni: gli arretrati per il personale dell’emergenza-urgenza restano ancora bloccati.

Al centro della vicenda c’è l’applicazione del Dca n. 55 del 21 marzo 2025, che recepisce l’accordo siglato nell’ottobre 2024 e disciplina il riconoscimento delle indennità per il personale del comparto sanità impegnato nei servizi di Pronto soccorso e Suem 118, con riferimento in particolare alle annualità 2022 e 2023.

Una misura che trova fondamento nella legge di bilancio 2022 e che la Regione Calabria ha formalmente finanziato attraverso i decreti commissariali n. 54 e n. 55 del 2025, destinando le risorse alle aziende del Servizio sanitario regionale.

Con una nota del 2 aprile scorso, il Dipartimento Salute della Regione ha chiarito in modo esplicito il quadro finanziario: le somme destinate alle indennità «devono intendersi già ricomprese nei trasferimenti mensili della quota di Fondo sanitario indistinto assegnata alle aziende», in linea con le intese Stato-Regioni sul riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2022 e il 2023.

Da qui l’invito alle aziende del Ssr a riferire sullo stato di attuazione dei provvedimenti e, in particolare, sull’erogazione delle indennità «spettanti al personale avente diritto, nel rispetto delle disposizioni normative e contrattuali vigenti».

Nonostante questo chiarimento, la situazione sul territorio – evidenzia il Nursind – resta ferma. Già nell’ottobre 2025 la segreteria regionale del sindacato aveva denunciato la mancata corresponsione degli arretrati, parlando di una «grave criticità» e sottolineando come le aziende sanitarie non avessero ancora provveduto «all’elaborazione e al pagamento degli arretrati riferiti alle annualità 2022 e 2023».

Una situazione che avrebbe alimentato «forte malcontento e disagio tra gli operatori coinvolti», impegnati a garantire «la continuità dei servizi di emergenza-urgenza nonostante la mancata corresponsione delle spettanze dovute».

Alla luce della nota regionale di qualche giorno fa, il Nursind Cosenza torna ora a incalzare l’Asp bruzia con un nuovo sollecito formale, sostenendo che le motivazioni finora addotte per il ritardo – in particolare la mancanza di atti specifici e la necessità di ulteriori adempimenti – siano ormai «del tutto superate e prive di fondamento giuridico-amministrativo».

Il sindacato evidenzia due punti chiave: «le risorse sono già disponibili», essendo state incluse nei trasferimenti del Fondo sanitario indistinto, e sussiste un vero e proprio «obbligo di erogazione», dal momento che le aziende sono state formalmente invitate a dare immediata attuazione ai Dca.

Per questo, nella nuova comunicazione, la segreteria territoriale arriva a diffidare l’Azienda «dal protrarre ulteriormente l’inadempienza», chiedendo che si proceda «già con il prossimo cedolino utile, alla liquidazione di tutti gli arretrati maturati».

In assenza di risposte e di una calendarizzazione dei pagamenti, il Nursind annuncia il possibile ricorso alle vie legali e «ogni forma di mobilitazione sindacale» a tutela dei lavoratori.

Stessa situazione, rimarca poi il sindacato, per Crotone, con la differenza che in quel caso l’Asp si è invece impegnata a corrispondere anche agli operatori del 118 gli arretrati 2022-2025, ma solo riguardo ai 40 euro di indennità previsti dal contratto nazionale prima dell’aumento a 80 euro.

Resta quindi aperto il nodo dell’attuazione concreta dei provvedimenti: da un lato la Regione assicura che le risorse ci sono e sollecita le aziende, dall’altro i sindacati denunciano ritardi ormai ingiustificati e preparano lo scontro, mentre il personale dell’emergenza-urgenza continua ad attendere.