Boom di accessi negli ospedali e casi gravi in aumento. La variante K non ha ancora raggiunto l’apice.

Il peggio deve ancora venire. L’influenza anche in Calabria continua a mettere sotto stress il sistema sanitario con un boom di accessi nei pronto soccorso e la necessità del ricorso al ricovero ospedaliero nei casi di complicanze serie come polmonite o miocardite. Ma la diffusione della variante K non ha ancora raggiunto il suo apice. A confermarlo è Sonia Greco, dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di malattie infettive e tropicali dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, ospite dello spazio intervista del nostro network.

«Come tutti gli ospedali in Italia – ha detto – anche l’Annunziata deve fare i conti in queste settimane, con un afflusso importante di pazienti che accedono al nostro pronto soccorso per sindrome influenzale. Il virus che la provoca muta ogni anno per adattarsi e poter così sopravvivere nell’organismo umano. La sintomatologia è caratterizzata da febbre molto elevata, anche 39-40 gradi centigradi, cui si aggiungono stanchezza marcata, dolori muscolari, iperemia congiuntivale. Nei casi più gravi il quadro clinico può degenerare in polmonite. In questi casi si avverte insufficienza respiratoria».

La dottoressa Greco ha spiegato anche il motivo per cui è sconsigliato l’impiego di antibiotici: «Perché l'antibiotico serve laddove vi sia una sovra infezione virale. Potrebbe essere addirittura controproducente. Ricordiamoci che dobbiamo essere precisi nella somministrazione della terapia antibiotica proprio perché viviamo in un contesto in cui sono sempre di più i soggetti che sviluppano l'antibiotico resistenza, proprio a causa di un abuso di questi farmaci».

Come sempre, i pazienti più a rischio sono i fragili: «Quindi i bimbi in tenerissima età, gli anziani e poi naturalmente, coloro che soffrono di patologie croniche. Per questi soggetti è fondamentale la prevenzione; bisogna vaccinarsi – ammonisce Sonia Greco - È la migliore pratica disponibile in sanità pubblica. I vaccini sono sicuri, efficaci, controllati. Non è detto che la vaccinazione ci renda completamente immuni, ma sicuramente attenuerà i sintomi dell’influenza rendendola meno aggressiva e priva di complicanze».

Sonia Greco ha parlato anche più in generale della branca specialistica di infettivologia, parzialmente rivalutata dopo la pandemia da Covid: «Il giovane collega che sceglie questo percorso ha un approccio sicuramente più curioso con maggiore propensione ad occuparsi delle categorie più emarginate. C’è da dire poi che questo indirizzo può mettere a rischio anche la salute stessa del medico, ma forse anche questo aspetto fa parte della nostra missione».