Dopo il parere positivo in Conferenza Stato-Regioni, il piano di rientro del servizio sanitario calabrese ha incassato il via libera anche dal Consiglio dei Ministri. L’iter che ha portato ieri il varo del piano a Palazzo Chigi ha subito nei giorni scorsi una inaspettata accelerazione.

Il vicesegretario generale della presidenza del Consiglio dei Ministri ha infatti incalzato la Conferenza Stato Regioni rappresentando “l’urgenza” di approvare il piano di rientro della Regione Calabria nella seduta in programma questo pomeriggio.

E cosi è stato. La Calabria ha dunque un nuovo piano di rientro che per il triennio 2026/2028 detta la rotta verso il ritorno ad una gestione ordinaria della sanità. Il documento programmatico si pone infatti l’obiettivo di affrontare e superare le criticità ancora esistenti. Tra i principali nodi da sciogliere la gestione economico finanziaria e il raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza, in particolare nell’area distrettuale dove resistono ancora gravi difficoltà.

Quindi, una strategia per tentare di ridurre la mobilità sanitaria: nel 2025 il ricorso alle cure fuori regione ha pesato sul bilancio regionale 326 milioni di euro, in aumento rispetto alla precedente annualità. Inoltre, il piano delinea anche un programma di integrazione delle nuove strutture territoriali finanziate dal pnrr, le case e gli ospedali di comunità, oltre al miglioramento delle performance sul fronte delle liste d’attesa.