Al seminario all’Unical, la deputata rilancia il ruolo dell’associazione e la necessità di una sanità più accessibile: «Più moderna e più vicina ai cittadini»
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Un’alleanza tra istituzioni e società civile per accompagnare la trasformazione del sistema sanitario italiano. È il messaggio emerso all’Università della Calabria, dove nel corso del seminario distrettuale del Rotary 2102 (SAPE-SADE) è intervenuta la deputata Simona Loizzo, capogruppo in Commissione Affari Sociali della Camera.
Un intervento di rilievo, che ha indicato con chiarezza una linea strategica: il futuro della sanità passa anche dal contributo operativo di reti organizzate e competenti come il Rotary.
«Abbiamo scelto il Rotary come partner del Parlamento italiano», ha affermato la parlamentare, entrando subito nel cuore del tema. «Non vi abbiamo scelto solo per quello che rappresentate, ma per la vostra capacità di essere indipendenti, liberi da condizionamenti e radicati nei territori».
Un riconoscimento che si fonda sulla terzietà dell’organizzazione: «Il Rotary è percepito come un soggetto credibile, impermeabile alle pressioni, capace di lavorare esclusivamente nell’interesse del bene comune».
Al centro dell’intervento la proposta di legge sulle terapie digitali, di cui Loizzo è prima firmataria. «È la prima legge che nasce direttamente dal Parlamento italiano su questo tema», ha spiegato, sottolineando la portata innovativa del provvedimento. «Andiamo a colmare un vuoto normativo e a costruire un modello di cura che guarda al futuro».
Le terapie digitali rappresentano strumenti non farmacologici che affiancano i percorsi terapeutici tradizionali e trovano già applicazione, con risultati significativi, in diversi ambiti clinici. «Non sono terapie di serie B», ha precisato Loizzo, «ma strumenti scientificamente validati che possono migliorare concretamente la qualità della vita dei pazienti».
Nel disegno delineato dalla parlamentare, il Rotary avrà un ruolo operativo preciso. Ai club italiani sarà affidato il compito di realizzare un censimento nazionale delle terapie digitali presenti sul territorio.
«In una legge non conta solo ciò che accade dopo», ha osservato, «ma tutto ciò che la costruisce prima. È nel lavoro preparatorio che si determina la qualità di una riforma».
E ancora: «Abbiamo bisogno di una rete capace di leggere i territori, di raccogliere dati reali, di offrire un contributo concreto e qualificato. Il Rotary ha queste caratteristiche».
Non è casuale che questo percorso parta dalla Calabria. L’Università della Calabria si conferma snodo strategico di un sistema che mette in relazione istituzioni, ricerca e territorio.
Un ospedale virtuale a Cosenza
Tra i progetti annunciati, anche la realizzazione dell’ospedale virtuale di Cosenza. «Sarà il primo ospedale pubblico di questo tipo in Italia», ha evidenziato Loizzo, «e permetterà di raggiungere le aree più isolate, dalle isole minori ai territori interni, garantendo assistenza anche dove oggi è più difficile arrivare».
Un modello che guarda alla riduzione delle disuguaglianze e all’innovazione dell’assistenza sanitaria. «Dobbiamo costruire una sanità più accessibile, più moderna e più vicina ai cittadini», ha aggiunto.
In chiusura, il ringraziamento al Rotary assume il valore di un impegno condiviso: «Da qui nasce una grande sfida. Le istituzioni da sole non bastano. Serve il contributo di realtà come la vostra, capaci di trasformare i valori in azioni concrete».
Dall’Aula Magna dell’Unical emerge dunque un’indicazione chiara: la trasformazione del sistema sanitario richiede collaborazione, competenze e responsabilità condivise. In questo scenario, il Rotary viene chiamato a svolgere un ruolo attivo, contribuendo a tradurre l’innovazione in strumenti concreti al servizio dei cittadini.

