Il precedente Magnifico, che ha concluso il proprio percorso alla guida dell’Ateneo lo scorso autunno, racconta i numeri della facoltà e spiega: «Con l’uscita dal piano di rientro bisognerà lavorare su assunzioni e nuove scuole di specializzazione»
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Settecento interventi di chirurgia robotica. Settecento persone e famiglie che hanno evitato la migrazione sanitaria. Il tutto grazie all’arrivo di medicina all’Unical, che ha portato nuova linfa alla sanità cosentina. Nicola Leone, ex Rettore dell’Ateneo di Arcavacata, rivendica questo successo sia da un punto di vista assistenziale sia da un punto di vista accademico: «Ogni anno – spiega – sono quasi mille i neodiplomati che si iscrivono a queste lauree, quindi a regime, considerando tutti gli anni di iscrizione, noi avremo più di 3500 studenti che hanno l’opportunità di studiare qui evitando di emigrare per seguire le loro passioni per lo studio». Un freno importante all’emigrazione universitaria, come dimostrano anche i dati in netto calo.
Per quanto riguarda la parte assistenziale, invece, Leone (recentemente insignito del “Premio Telesio”) si sofferma sui grandi risultati ottenuti dalle undici scuole di specializzazione portate nel cosentino durante il suo rettorato: «Già oggi – spiega Leone – ci sono circa 80 medici che svolgono il loro percorso di specializzazione presso le corsie del nostro ospedale cittadino e a regime saranno più di 200». Un modo anche per limitare l’emigrazione post laurea, quella professionale: «Le scuole di specializzazione sono molto importanti perché i medici che si specializzano qui sono quelli più propensi a restare qui per svolgere la loro professione».
Leone sprona le istituzioni: «Adesso bisogna accelerare»
L’arrivo di medicina all’Unical ha permesso anche che diversi luminari decidessero di abbracciare il percorso di Arcavacata. Il nome che per primo salta all’occhio è quello di Franca Melfi, ma non è la sola: «Ci sono tantissimi luminari che ci hanno dato fiducia, il nostro progetto è risultato credibile. L’aver creato – spiega l’ex Rettore – le UOC universitarie, le unità operative complesse universitarie, dove chi le dirige ha un doppio ruolo di professore e primario, ha reso queste posizioni molto attrattive. Abbiamo professionisti altamente qualificati che hanno lasciato Pisa, Milano, Roma, il Rizzoli, l’Humanitas per venire a ricoprire queste posizioni, dando un contributo importante al rilancio della nostra sanità».
Ed è qui che il ruolo della facoltà di medicina all’Unical diventa centrale per la sanità calabrese: «Abbiamo posto le basi per un rilancio importante, il nostro progetto già mostra risultati tangibili: le liste d’attesa in alcuni settori si sono accorciate, offriamo nuovi servizi assistenziali». Ora però, insiste l’ex Magnifico, è il tempo di accelerare: «Spero che con l’uscita dal piano di rientro ci sia un aumento delle risorse per il nostro ospedale che consenta di migliorare e ampliare l’organico dove ce n’è bisogno: sarà essenziale rinforzare i reparti con medici e infermieri, aumentare i luoghi universitari per aprire nuove scuole di specializzazione e attrarre altri luminari e migliorare l’integrazione tra ospedalieri e universitari, che devono lavorare insieme con pari dignità e con una sinergia positiva – conclude – che potrà dare grandi frutti a beneficio di tutti i calabresi».



