La seduta era programmata ma una volta giunto sul posto l’assenza del medico ha costretto i dializzati a raggiungere l’altro presidio con mezzi di fortuna. Alcuni hanno dovuto organizzarsi con familiari e conoscenti. L’Aned: «L’Asp di Vibo deve garantire una soluzione anche nelle emergenze»
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Sono arrivati all’ospedale di Nicotera per sottoporsi alla consueta seduta di dialisi. Come ogni lunedì, mercoledì e venerdì. Ma una volta arrivati nel presidio, la comunicazione: il medico è malato e la dialisi non può essere effettuata. Agli otto pazienti è stato quindi chiesto di raggiungere l’ospedale di Tropea, distante una trentina di chilometri.
Il problema è stato soprattutto il trasporto. Non tutti hanno un’automobile e non tutti avevano un familiare disponibile per accompagnarli. Così i pazienti hanno dovuto organizzarsi con passaggi, modificando all’improvviso i programmi già predisposti per la giornata.
La denuncia dell’Aned
A denunciare l’accaduto è Pasquale Scarmozzino, responsabile nazionale dell’Aned, l’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto, che da tempo segnala le criticità della rete dialitica vibonese.
«È inaccettabile. Davanti a una serie di problemi che abbiamo segnalato più volte, il commissario dell’Asp di Vibo Valentia Vittorio Sestito neanche ci convoca».
Secondo il rappresentante dell’associazione, quello accaduto a Nicotera non sarebbe un episodio isolato, ma il risultato di una situazione di carenza di personale che rischia di ripercuotersi sull’organizzazione del servizio.
«I pazienti si sono recati all’ospedale di Nicotera per fare la dialisi, come fanno tre volte a settimana. Erano otto e gli è stato detto che non c’era il medico. Sono stati dirottati a Tropea con i mezzi propri, senza una organizzazione dell’azienda».
Il trasferimento improvviso ha creato difficoltà soprattutto a chi dipende dai familiari o dai mezzi di altre persone per raggiungere l’ospedale.
«Se anche all’improvviso il medico si è ammalato, l’azienda deve essere sempre pronta in questi casi». Scarmozzino richiama inoltre la necessità di una maggiore integrazione tra i diversi centri dialisi, con il supporto dei sanitari presenti nelle strutture e il collegamento con i centri di riferimento in caso di necessità.
La cronica carenza d’organico
Il responsabile nazionale dell’Aned pone l’accento anche sulla situazione dell’organico medico.
Secondo quanto riferito dall’associazione, a fronte di un organico previsto di otto medici, tra aspettative, pensionamenti e assenze per malattia il numero effettivamente disponibile sarebbe molto più ridotto.
«Sono arrivata a Nicotera e non ho potuto fare la dialisi»
Tra i pazienti coinvolti c’è Vincenzina, 45 anni, residente a San Calogero. Da cinque anni si sottopone alla dialisi ogni lunedì, mercoledì e venerdì.
«Dovevo fare la dialisi alle due, sono arrivata all’una a Nicotera e c’erano solo due infermieri, che ci hanno comunicato che non c’erano dottori», racconta.
«Quattro pazienti li hanno mandati alle due di pomeriggio a Tropea, mentre noi altri quattro abbiamo dovuto aspettare il turno delle sette di sera. È possibile che non ci sia un sostituto del dottore che si ammala?», afferma.
Vincenzina racconta le difficoltà degli altri pazienti che come lei, hanno dovuto trovare soluzioni autonome per raggiungere il nuovo presidio.
«Tutto a passaggi», dice. Una delle pazienti, con disabilità, è stata accompagnata dal padre; altri hanno trovato posto nelle automobili di familiari o conoscenti.
«Se non ci fosse stata una signora che mi ha offerto il passaggio, chi mi portava a Tropea?».
Il problema dell’organizzazione
È questo, secondo l’Aned, il punto centrale della vicenda: l’assenza improvvisa di un medico può verificarsi, ma la gestione delle conseguenze non dovrebbe ricadere sui pazienti e sulle loro famiglie.
Scarmozzino annuncia una conferenza stampa che si svolgerà domani davanti all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. «Denunceremo tutto quello che non va all’Asp di Vibo Valentia. E questa volta ci faremo ascoltare».



