«Quanto sta accadendo nella organizzazione ospedaliera in questi mesi non ha precedenti e supera di gran lunga i peggiori disastri sanitari che la Calabria abbia mai vissuto, nonostante – purtroppo – ne abbia registrato molti». Il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi non usa mezze misure e punta deciso il dito contro la gestione della sanità nel territorio.

Casus belli un blocco dei ricoveri emanato due giorni fa e poi revocato a stretto giro. «Il blocco dei ricoveri nei reparti di Pediatria, Ginecologia ed Ostetricia dello Spoke Corigliano-Rossano, emanato nella giornata del 23 marzo con il protocollo 46890, revocato senza non meglio precisate ragioni dopo qualche ora, lo stesso 23 marzo, con protocollo 47193 – dice Stasi – rappresenta in pieno la sanità del commissario di sé stesso, Occhiuto, dei suoi assessori e dei suoi manager devastatori come De Salazar».

«Non è né un caso isolato, né un errore, ma è l'affioramento di ciò che è stata la sanità dal 2021 in poi: un campo nel quale mietere esclusivamente consenso fino a renderlo totalmente sterile, senza né freni né limiti di sorta», attacca il primo cittadino.

«Gli esempi sono ormai difficili da sintetizzare: dalle mega-varianti degli ospedali, ai management militarizzati, dalle assunzioni con cooperative fino alla gestione delle singole unità ospedaliere», aggiunge.

«Sospensioni e revoche su reparti cruciali per la vita dei cittadini, probabilmente funzionali a qualche trasferimento mal programmato o mal digerito, ci confermano come le scelte – prosegue – non vengano compiute con una programmazione sanitaria e non hanno lo scopo di tutelare la salute dei calabresi, ma è tutto esclusivamente funzionale al potere ed al consenso. Entrambe le cose, potere e consenso, sono, evidentemente, anche oggetto di guerra aperta tra governatori, assessori, management e maggiorenti del centrodestra regionale, senza nessuna esclusione».

«Del resto non è una pratica relegata alla “sola” sanità: basta vedere i tanti milioni di euro, afferenti ai fondi dell'assessorato all'Agricoltura, casualmente concessi a molti comuni proprio nel periodo delle elezioni provinciali», incalza Stasi.

«In questa ottica continuo a chiedermi: a quali articoli del codice degli appalti sono ancorate le procedure che hanno visto l'innalzamento dei costi degli ospedali fino a tre volte la media italiana per posto letto, per strutture che saranno gestite dagli stessi concessionari e costeranno almeno altri dieci milioni di euro all'anno? Con quale obiettivo sono stati esternalizzati servizi a cooperative, con costi superiori alla gestione interna, che a loro volta hanno effettuato decine di assunzioni senza alcun criterio di trasparenza? Con quale documento organizzativo vengono riorganizzati i servizi ospedalieri, accorpati reparti come quello di Anatomia Patologica, sospesi e riattivati i ricoveri nella stessa giornata?», si chiede il sindaco.

«Forse la domanda corretta è: questi atti, per lo più disastrosi, sono funzionali a cosa? L'unica certezza – dichiara Stasi – è che ciò che non si vuole ottenere è il diritto alla salute dei calabresi, sempre più rassegnati a curarsi fuori, curarsi a pagamento o, per chi non può fare né l'una né l'altra cosa, rinunciare a curarsi».

«Ieri abbiamo registrato il gesto, molto responsabile seppur tardivo, da parte di due autorevolissimi esponenti della peggiore classe dirigente nazionale della storia della Repubblica: le dimissioni. Sarebbe il momento – conclude – che anche questa Giunta regionale ed il suo management telecomandato dimostrino altrettanta responsabilità».