VIDEO | All'evento hanno partecipato circa 250 professionisti provenienti da diverse parti del mondo. Obiettivo: creare una rete per promuovere un approccio multidisciplinare integrato
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E' stata la Calabria ad ospitare il primo Congresso internazionale dedicato al piede diabetico . A Feroleto Antico l'evento medico scientifico "International Diabetic foot forum Congress 2026" organizzato dal cardiochirurgo Christian Baraldi , esperto nel salvataggio dell'arto ischemico e nel trattamento del piede diabetico arteriopatico che ha chiamato a raccolta circa 250 professionisti provenienti da diversi Paesi.
«Ho voluto organizzare qui in Calabria il congresso perché è la mia terra. Siamo riusciti a portare tanti colleghi provenienti da tutto il mondo: dall'India, quindi dall'Asia, dall'Africa, dal Sud America, dal Nord America e da tutta l'Europa. E abbiamo inserito una joint venture con il congresso internazionale di chirurgia vascolare della società dello Sri Lanka, dove abbiamo parlato proprio dell'importanza della prevenzione sul piede diabetico , primaria e secondaria, quindi dall'ispezione del piede fino al trattamento del piede stesso, e nel far capire l'importanza del medico di famiglia, dei podologi, degli infermieri che si lavorano appunto di ulcere del piede, per far capire al paziente che si tratta non soltanto di un innalzamento della glicemia, ma di una patologia importante che può avere delle complicanze veramente devastanti, con delle amputazioni che possono essere minori o maggiori in base al timing, cioè al momento in cui si arriva ad intervenire. Quindi è importante da parte del paziente stesso effettuare un'ispezione del piede, non dico quotidianamente ma quasi, per capire se ci sono alterazioni del colorito, alterazioni della sensibilità, e rivolgersi sempre inizialmente al diabetologo».
Obiettivo del congresso: creare una rete di specialisti per promuovere un approccio multidisciplinare integrato per gestire la sindrome del piede diabetico in modo più efficace e completo: «Noi ce la mettiamo tutta per creare questa rete e fare in modo che il paziente, in particolare quello calabrese, venga trattato precocemente e trattato bene, per evitare tutte quelle che sono conseguenze devastanti, quali l'amputazione, che non vanno ad inficiare soltanto la qualità di vita del paziente stesso, o anche la lunghezza della vita che si va a ridurre, ma anche la qualità di vita dei familiari. Tra i nostri propositi c'è anche quello di effettuare nel 2029 il nuovo congresso , quindi la seconda edizione di questo convegno internazionale. Vogliamo osare il massimo creare questa rete e poter parlare la stessa lingua andando in un'unica direzione: quella prevenzione e trattamento adeguato del piede diabetico».


