Il presidio ospedaliero di San Giovanni in Fiore come sfondo di una campagna elettorale. È questa l’accusa pesante che arriva dal Comitato 18 Gennaio, che denuncia quella che definisce una «intollerabile strumentalizzazione del presidio ospedaliero» e punta il dito contro presunte riprese video a fini politici all’interno della struttura sanitaria.

Con una lettera indirizzata al Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, e per conoscenza al Prefetto, il Comitato parla apertamente di una deriva che travalica il perimetro del confronto elettorale: «La sanità è un settore troppo delicato per diventare materia di speculazione da campagna elettorale», si legge nella nota. «È inaccettabile che si utilizzi una struttura pubblica, che dovrebbe appartenere a tutti i cittadini, per costruire consensi personali attraverso narrazioni che non corrispondono al vero».

Nel mirino del Comitato finiscono i video diffusi sui social da Marco Ambrogio, esponente politico e possibile candidato alla carica di sindaco, che – secondo la denuncia – avrebbero trasformato «corridoi e reparti dell’ospedale cittadino in un palcoscenico per spot elettorali».

Particolarmente contestata anche la narrazione sui servizi sanitari: «Nel filmato si promettono servizi presentandoli come novità – sottolinea il Comitato – ma si tratta di prestazioni già attive in passato e poi soppresse durante gestioni riconducibili alla stessa compagine politica».

Il Comitato chiede ora un intervento immediato delle istituzioni competenti: «Si chiede al Commissario De Salazar di chiarire se tali riprese siano state autorizzate e di inibire immediatamente l’accesso ai locali per scopi propagandistici».

Nel documento viene ribadito un principio ritenuto non negoziabile: «La sanità non può diventare marketing politico sulla pelle dei pazienti».

Infine, l’appello al rispetto del ruolo delle istituzioni e della competizione democratica: «L’ospedale ha bisogno di medici, attrezzature e risposte concrete, non di registi e attori in cerca di voti», conclude il Comitato 18 Gennaio, che annuncia vigilanza continua sul rispetto della dignità del presidio sanitario.