Una ricerca pubblicata su Neurosurgery introduce un nuovo indice diagnostico e un modello innovativo per l’idrocefalo normoteso, rafforzando il ruolo dell’ateneo reggino nel dibattito neuroscientifico. I risultati al Congresso SNO, in programma dal 3 al 6 giugno in riva allo Stretto
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L’Università Mediterranea di Reggio Calabria si conferma polo d’eccellenza nella ricerca traslazionale applicata alla medicina. È stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neurosurgery lo studio “Diagnostic Accuracy of the Relative Subcortical Atrophy Index in Idiopathic Normal Pressure Hydrocephalus”, che segna un passo avanti fondamentale nella diagnosi dell’idrocefalo normoteso, una forma complessa di demenza trattabile.
La ricerca, nata sotto la guida del dottor Francesco Signorelli (Policlinico Gemelli di Roma) con il contributo dei dottori Giovanni Pennisi (Ospedale San Giovanni Addolorata) e Placido Bruzzaniti (San Carlo di Milano), introduce un innovativo indice radiologico.
La validazione scientifica di questo parametro e lo sviluppo di un inedito modello idraulico per spiegare l'eziopatogenesi della malattia sono stati possibili grazie al contributo cruciale del Dipartimento DICEAM dell'Università Mediterranea, rappresentato dal direttore, il professor Giuseppe Barbaro e dall’ingegner Lucia Bruzzaniti.
Il valore scientifico della ricerca, che segue i successi già ottenuti nel 2023 su Scientific Reports in collaborazione con "La Sapienza", sarà al centro del 65° Congresso Nazionale SNO (Scienze Neurologiche Ospedaliere) che si terrà a Reggio Calabria dal 3 al 6 giugno 2026 presso l’Aula Magna Quistelli dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L'evento, intitolato "Un ponte fra le Neuroscienze", è una connessione tra le diverse anime delle neuroscienze, affrontando temi che spaziano dalla neurologia d'urgenza alla neurochirurgia e neuroradiologia, confermando la città e il suo Ateneo come hub strategico per il dibattito neuroscientifico europeo.

