La relazione al Parlamento mostra un aumento della spesa pubblica da 131 a 138 miliardi di euro nel triennio 2022-2024. Persistono «Significative diseguaglianze nell’erogazione dei Lea»
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Il Sistema Sanitario Nazionale dopo la pandemia risulta ancora segnato da forti disomogeneità territoriali e criticità gestionali, seppur avviato verso una fase di consolidamento. Lo afferma la Corte dei conti nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi Sanitari Regionali, da cui emerge l'aumento da 131,3 a 138,3 miliardi della spesa sanitaria pubblica riferita al triennio 2022-2024, con una crescita del 4,9% rispetto al 2023 (5,4% sul 2022) e il mantenimento di un'incidenza stabile sul Pil (6,3-6,4%, a fronte di una media europea pari al 6,9%).
Le Regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti. Persistono poi «significative diseguaglianze nell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e un evidente disallineamento Nord-Sud».

