Non accenna ad attenuarsi il flusso di denaro che annualmente la Calabria versa alle altre regioni d’Italia per il pagamento delle cure sanitarie eseguite dai calabresi in strutture sanitarie al di fuori dei confini regionali. Il saldo di mobilità passiva risulta quest’anno in aumento rispetto al 2024, così come avvenuto anche nel 2023. È quanto si evince dal riparto del fondo sanitario nazionale, licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta straordinaria di fine anno.

In generale, la Calabria chiude il 2025 in positivo, grazie ad un incremento delle risorse rese disponibili rispetto al 2024 che compensa in parte la perdita causata dalla piaga della migrazione sanitaria.

Le scelte sanitarie dei calabresi continuano, infatti, a costare caro alle casse regionali, nel riparto del fondo sanitario le cure ottenute fuori regioni pesano per quasi 327 milioni di euro. È questo il saldo della mobilità passiva della Calabria, in deciso aumento rispetto allo scorso anno, quando la contabilità si era chiusa con uno sprofondo rosso pari a 304 milioni di euro.

In dettaglio, la migrazione sanitaria nel 2025 ha sottratto alla Calabria fondi per 326.932.808 euro, nel 2024 erano stati 304.785.703 con un incremento di 22.147.105. Risorse ripartite rispettivamente tra le regioni che esercitano maggiore attrazione in ambito assistenziale. Nel 2023 si è attestata su 289.326.061.

Una perdita, come detto, in parte compensata dall’incremento dei fondi statali. La Calabria nel riparto ottiene un sensibile aumento di risorse, oltre quattro miliardi. Nello specifico, sono stati assegnati 4.072.832.381 euro, lo scorso anno erano stati 4.012.579.869 con una crescita di 60.252.512 euro. Somme però in parte drenate per sostenere le spese sanitarie eseguite dai calabresi in altre regioni d’Italia. Effettivamente nelle casse della Cittadella affluiranno 3.745.899.573 euro, così ripuliti dal costo annuale della migrazione sanitaria.

Che in termini numerici risulta superiore a quella nei fatti contabilizzata: 362.371.686 euro, controbilanciata dalla mobilità attiva, somme che la Calabria riceve dalle altre regioni per le cure erogate nelle proprie strutture sanitarie (35.438.878 euro), poi scontate nel calcolo definitivo. A partire dal 2026 verrà addebitato, in un arco quinquennale, anche il saldo di mobilità non pagata nel 2022, in virtù dell’approvazione del decreto legge 146/2021.

La conferenza Stato-Regioni ha inoltre sancito l’intesa per l’assegnazione delle quote premiali, la Calabria ha ricevuto 6.514.654 euro.