Il film prende spunto da un episodio reale avvenuto durante la Crisi degli ostaggi in Iran, quando un gruppo di studenti iraniani assaltò l’ambasciata americana a Teheran, trasformando decine di diplomatici in prigionieri
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Uno screen del film
Ha vinto l’Oscar come miglior film e ha conquistato il pubblico con il ritmo di un thriller, ma Argo è molto più di una storia di spionaggio. È il racconto di una ferita storica che, a distanza di decenni, continua a influenzare i rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Diretto e interpretato da Ben Affleck, il film prende spunto da un episodio reale avvenuto durante la Crisi degli ostaggi in Iran, quando un gruppo di studenti iraniani assaltò l’ambasciata americana a Teheran, trasformando decine di diplomatici in prigionieri. Un evento che segnò uno spartiacque: da quel momento, i rapporti tra i due Paesi cambiarono radicalmente.
Il film però non racconta tutta la crisi. Si concentra su una vicenda parallela, quasi incredibile: sei diplomatici americani riusciti a sfuggire alla cattura e nascosti per giorni in città, mentre intorno a loro si intensificavano controlli e tensioni. Per salvarli, un agente della CIA, Tony Mendez, ideò un piano tanto rischioso quanto surreale: farli passare per una troupe cinematografica canadese in cerca di location per un film di fantascienza.
Quella che potrebbe sembrare una sceneggiatura hollywoodiana fu invece una vera operazione segreta. I sei americani dovettero imparare in poche ore nuove identità, costruirsi un ruolo credibile e affrontare controlli serrati in un Paese attraversato da rivoluzione e sospetto. La loro fuga, riuscita per un soffio, rappresenta una delle operazioni di intelligence più singolari del Novecento.
Eppure, mentre il film costruisce una narrazione tesa e quasi eroica, la realtà più ampia resta sullo sfondo. La crisi degli ostaggi durò in totale 444 giorni e si concluse solo nel 1981, dopo lunghi negoziati, con la liberazione dei prigionieri. Un episodio che ebbe conseguenze politiche enormi e contribuì a ridefinire gli equilibri internazionali.
È proprio qui che Argo diventa qualcosa di più di un semplice film: una lente attraverso cui osservare il presente. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, pur cambiando forma nel tempo, non sono mai del tutto scomparse. E quel racconto cinematografico, costruito su eventi di oltre quarant’anni fa, continua a parlare anche al pubblico di oggi.
Perché a volte il cinema non si limita a raccontare la storia.
La rende comprensibile, la semplifica, ma soprattutto la mantiene viva.

