Sanremo è quella strana settimana dell’anno in cui persino i ritornelli sembrano avere una biografia, e ogni backstage è più affollato di un gruppo WhatsApp alle 2 di notte. Sul palco si canta, certo. Ma dietro le quinte si ricompongono pezzi di passato, si incrociano ex, si “normalizzano” vecchie storie e si scopre che a volte l’amore finisce… ma le royalties restano.

Il caso più sanremese possibile è quello di Arisa. Lei torna in gara con “Magica favola” e già il titolo sembra un ammiccamento: perché a firmarlo è Giuseppe Anastasi, autore e suo ex fidanzato. Una storia chiusa da anni, lui oggi sposato con la cantante Carlotta, ma artisticamente mai davvero archiviata: quando funziona una coppia in studio, il tempo può anche passare, ma l’alchimia rimane, come quei vecchi numeri di telefono che non chiami più ma non cancelli. Del resto Anastasi e Arisa hanno già scritto insieme pagine importanti della carriera di lei, da “Sincerità” a “La notte” fino a “Controvento”. Tradotto: non è un colpo di nostalgia, è un’abitudine produttiva che, evidentemente, continua a portare risultati.

E fin qui sembrerebbe una storia lineare. Poi arriva la parte da soap di qualità: Arisa non condivide solo il brano con un ex, condivide anche un ex “in comune” con Serena Brancale. La cantante pugliese è stata legata per oltre cinque anni a Walter Ricci, jazzista napoletano. Successivamente Ricci ha avuto una relazione con Arisa, durata meno di un anno. E qui scatta quel tipico cortocircuito sanremese: tu pensi di essere lì per cantare, e invece il destino ti mette a due camerini di distanza una collega che, per un periodo, ha avuto lo stesso “capitolo” nel romanzo sentimentale. Niente scandali, niente drammi: solo quel sorriso educato che, a Sanremo, vale più di mille conferenze stampa.

Il bello è che questo Festival sembra costruito apposta per ricordarci una legge non scritta: a Sanremo non esistono “ex”, esistono “connessioni”. E infatti mentre Arisa e Brancale dimostrano che il passato può diventare un dettaglio di curriculum, Tommaso Paradiso alza l’asticella e fa il romanticone con tempismo perfetto: debutta all’Ariston e, subito dopo, si sposa. Come raccontato da Vanity Fair e rilanciato da “Chi”, dopo Sanremo 2026 l’ex frontman dei The Giornalisti dirà sì alla compagna Carolina Sansoni. Matrimonio a giugno, e qui il gossip si diverte con un colpo di scena da anagrafe: le pubblicazioni di nozze riportano una data di nascita di Sansoni diversa da quella che circolava online da anni. Lei sarebbe nata nel 1992, il 31 gennaio, e non nel 1989. In pratica: Sanremo non aggiorna solo le classifiche, aggiorna pure Wikipedia.

La storia tra Paradiso e Sansoni va avanti dal 2017 e nel 2025 è arrivata anche la piccola Anna. Il quadro è quello classico da “vita nuova”, solo che invece della cornice Instagram c’è l’Ariston, che è molto più potente: se la tua vita privata deve diventare una narrazione popolare, meglio farlo nel posto dove l’Italia ascolta, commenta e si commuove come se vi conoscesse personalmente.

E già che siamo in tema di “Italia che commenta”, nel frattempo Rocco Casalino si ritrova in una fase di ripartenza: nuova vita, nuovo amore con l’imprenditore colombiano Alejandro Martinez e, soprattutto, una nuova direzione professionale. Ma Sanremo è anche il periodo in cui le reti generaliste si scaldano, e così Casalino diventa una delle vittime di “Scherzi a parte”, con la nuova edizione condotta da Max Giusti in partenza su Canale 5 lunedì 2 marzo. Una di quelle situazioni in cui ti dici: ho chiuso con la politica, adesso sarà tutto più tranquillo. E invece arriva la telecamera nascosta.

Infine, perché il Festival non si fa mancare la quota “ci rivediamo proprio qui?”, c’è l’incrocio Bresh–Elisa Maino. La relazione tra il cantante e l’influencer sembra arrivata al capolinea senza comunicati ufficiali, ma con i classici indizi social: quelli che non confermano nulla eppure dicono tutto. Lui torna a Sanremo e si esibisce in Piazza Colombo, lei è in Riviera per un progetto RaiPlay, “Sotto Sanremo”, insieme ad Anna Lou Castoldi e Nicole Rossi. Risultato: stessa città, stessi giorni, stesso rumore di fondo. Non è un film, è semplicemente Sanremo, dove anche le coincidenze hanno un pass stampa.

Morale? Nessuna, perché a Sanremo non si chiude mai davvero. Si passa al pezzo successivo. E tra ex che scrivono canzoni, ex condivisi, nozze programmate e incontri potenzialmente imbarazzanti, il Festival continua a fare quello che gli riesce meglio: trasformare la musica in romanzo pop nazionale, una strofa alla volta.