La vittoria della sostanza, prima ancora che del risultato. Il Cosenza Calcio visto contro l’Audace Cerignola è una squadra che ha cambiato pelle, lasciando spazio a una nuova identità fatta di cuore e determinazione.

Dimentichiamo, almeno per ora, il Cosenza brillante e scintillante del girone d’andata, quello che accendeva il Marulla con il talento di Ricciardi e Kouan. La squadra di Buscè oggi è diventata più operaia, meno spettacolare ma tremendamente concreta. E forse è proprio questa la trasformazione necessaria.

La scoppola rimediata contro il Giugliano ha lasciato il segno. Da lì è partita una reazione collettiva: Garritano e compagni si sono compattati attorno all’allenatore, hanno fatto autocritica, trasformando gli errori in un punto di ripartenza. Perché il calcio, a certi livelli, è anche questo: analizzare, metabolizzare, crescere.

Contro l’Audace Cerignola si è vista una squadra cattiva nel senso migliore del termine, agonisticamente feroce, pronta a colpire quando serviva. Meno fraseggio, più verticalità. Meno estetica, più sostanza. Un Cosenza magari meno bello da vedere, ma più efficace, capace di sfruttare le disattenzioni degli avversari senza fronzoli.

E ora arriva un banco di prova tutt’altro che semplice: l’Atalanta Under 23. All’orizzonte c’è anche il sapore della rivincita, dopo la sconfitta del girone d’andata al Marulla. Una sfida che dirà molto sul percorso dei rossoblù.

Ma se questo è il nuovo Cosenza, quello che lotta su ogni pallone e resta dentro la partita fino all’ultimo respiro, allora non deve avere paura di nessuno. Il messaggio è chiaro. E adesso la parola passa al campo. Chiaro, Buscè?