Si apre una due giorni cruciale per il futuro rossoblù. Il nodo Marulla resta il punto più delicato: senza un impianto disponibile, la domanda per la prossima Serie C rischia di diventare una corsa contro il tempo
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Il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio
Per il Cosenza Calcio inizia oggi forse una delle settimane più delicate degli ultimi anni. Martedì 16 giugno scadranno infatti i termini per completare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C e, mai come questa volta, la questione non riguarda soltanto moduli, fideiussioni, pagamenti e documentazione. Riguarda soprattutto una domanda semplice, ma pesantissima: dove giocheranno i Lupi?
Il Cosenza, ad oggi, è ancora senza stadio. Il San Vito-Gigi Marulla, casa storica dei rossoblù, è finito al centro dello scontro tra la società e il Comune. Palazzo dei Bruzi ha sospeso la convenzione relativa all’utilizzo dell’impianto a partire dal 17 agosto 2026, motivando la decisione con l’incompatibilità tra i lavori di riqualificazione programmati e lo svolgimento dell’attività sportiva. Un provvedimento che resterà valido, salvo novità, fino al 31 dicembre 2027.
Il punto è che il problema non riguarda soltanto l’inizio del campionato o l’organizzazione delle partite casalinghe. Riguarda l’iscrizione stessa. Per presentare la domanda alla Lega Pro serve indicare un impianto disponibile e conforme ai requisiti richiesti. E qui nasce il nodo che tiene con il fiato sospeso un’intera tifoseria.
Nelle ultime ore il Cosenza ha alzato i toni con una lettera indirizzata al Comune. La società ha parlato apertamente del rischio che la sospensione della convenzione e la revoca della licenza d’uso dello stadio possano impedire l’iscrizione al campionato di Serie C, aprendo addirittura lo scenario di una retrocessione in Eccellenza. Parole forti, durissime, che raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la tensione del momento.
Nel frattempo il club si è mosso anche su un piano alternativo. Il Cosenza avrebbe chiesto al Comune di Messina la disponibilità dello stadio “Franco Scoglio” come campo da indicare nella documentazione per l’iscrizione. Una soluzione prudenziale, non necessariamente definitiva per tutta la stagione, ma utile a superare l’ostacolo burocratico più urgente. Anche in questo caso, però, serviranno risposte rapide: il via libera di Palazzo Zanca e, per gli aspetti legati all’ordine pubblico, eventualmente anche quello della Prefettura.
Il calendario non aiuta. La domenica ha lasciato la situazione sospesa. Lunedì sarà il giorno delle risposte, martedì quello della scadenza. In mezzo c’è il futuro professionistico del Cosenza, con una società chiamata a completare gli adempimenti economici e amministrativi, ma anche a risolvere una grana stadio diventata improvvisamente il centro di tutto.
Sullo sfondo resta pure la trattativa per la cessione del club. Il confronto tra Eugenio Guarascio e il gruppo riconducibile a Vincenzo Rota dovrebbe vivere nuovi passaggi proprio nella settimana che sta per aprirsi. Ma il tempo, anche in questo caso, è un avversario complicato. Una nuova proprietà, eventualmente, avrebbe bisogno di giorni, documenti, verifiche e certezze. Il Cosenza invece di tempo non ne ha quasi più.
La fotografia attuale è quella di un club sospeso. Senza stadio, senza una direzione tecnica definita per la nuova stagione e con una scadenza federale ormai davanti agli occhi. E mai come adesso le carte pesano quanto i gol.
Oggi comincia la settimana decisiva. Martedì si capirà se il Cosenza avrà trovato la strada per iscriversi alla prossima Serie C.

