Nonostante l’euforia per il derby vinto 2-0 sul campo del Cosenza, in casa Crotone esplode una frattura tra la tifoseria organizzata e la società. A poche ore dal successo del “Marulla”, la Curva Sud ha diffuso un comunicato ufficiale dai toni durissimi, annunciando che dalla prossima gara casalinga, contro il Potenza nella ventunesima giornata di Serie C, gli ultras resteranno fuori dal settore “ad oltranza”.

Una scelta definita dagli stessi tifosi come dolorosa e sofferta: «Per noi quello che oggi comunichiamo è una cosa che fa male, una scelta che ci fa soffrire», si legge nella nota. Una decisione che, spiegano, non nasce solo dai risultati sportivi ma da una situazione ben più profonda: «Questa scelta non è dovuta solo ai risultati ma soprattutto alla mancanza di rispetto che ormai da troppo tempo notiamo nei nostri confronti».

La Curva rivendica con forza la propria identità e indipendenza: «La Curva Sud non è in vendita, la nostra passione non si baratta». Nel comunicato vengono ripercorsi alcuni episodi che, secondo gli ultras, testimoniano un rapporto ormai deteriorato con la società. Tra questi, la polemica legata agli striscioni esposti al contrario: «Gesto fatto esclusivamente per dare sostegno ai nostri fratelli diffidati. Nonostante le spiegazioni non è servito, ci è stato addirittura “consigliato” di rimetterli normalmente perché potevamo dare un segnale sbagliato».

Ma non è tutto. La Curva sottolinea come da quattro anni manchi una presentazione ufficiale della squadra, elemento ritenuto tutt’altro che secondario: «Un dettaglio per qualcuno, ma non per noi. Anche queste scelte contribuiscono ad allontanare la gente, a disinnamorare una città che invece avrebbe solo bisogno di sentirsi parte di qualcosa». Nel mirino finiscono anche aspetti organizzativi. Dall’ultimo blackout allo stadio, ancora senza chiarimenti ritenuti adeguati, fino alla scelta della maglia: «Fa riflettere il fatto che da mesi, quasi da ottobre, non si giochi più con la maglia rossoblù, ma con una maglia nera, colore di lutto, che non rappresenta la nostra storia né la nostra identità».

Non mancano riferimenti al clima creatosi attorno alla squadra e alle dichiarazioni ufficiali: «Non si è mai visto nemmeno un disprezzo simile verso chi segue quei colori ovunque, in giro per l’Italia, cosa che continueremo a fare». E ancora: «Non andiamo oltre perché la nostra dignità e il nostro onore non meritano di scendere nei particolari di parole inutili dette in questi mesi».

Pur distinguendo ruoli e responsabilità – «I giocatori vanno e vengono, gli allenatori restano se c’è un progetto, le società devono essere sostenibili ed è giusto così» – la Curva ribadisce la propria presenza incondizionata: «Noi no. Noi ci saremo sempre». Anche negli scenari peggiori: «Se gioca la Primavera, se non ci sono fondi, se non ci sarà una squadra iscritta. Noi ci saremo perché noi siamo gli Ultras di Crotone». La protesta viene definita come una pausa consapevole: «Nessuno ci caccerà dagli spalti, saremo noi a dire stop. Abbiamo deciso di prenderci una pausa, con la speranza che il popolo crotonese capisca le nostre ragioni». Con una richiesta chiara sullo sfondo: tornare a essere considerati centrali nel progetto. «Siamo la prima ruota del carro, non l’ultima. La Curva Sud Crotone non è in vendita».