Il direttore generale dei giallorossi ospite di 11 in Campo: «Prima di passare allo step della prima pietra, ci siamo dato una tempistica di due anni»
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Puntuale l'appuntamento con 11 in Campo, format di LaC TV e condotto da Maurizio Insardà, in onda ogni lunedì. Nell'ultima puntata si è parlato della trentaduesima giornata del campionato di Serie B che ha visto il Catanzaro cadere a Cesena dopo otto risultati utili consecutivi, ma senza dimenticare che i giallorossi hanno una partita in meno (quella contro il Modena).
Ospite Paolo Morganti
A confrontarsi con Maurizio Insardà, il giornalista Gianpaolo Cristofaro, la giornalista Alessia Mancini e l'ex direttore sportivo del Crotone Giuseppe Ursino è stato Paolo Morganti, attuale direttore generale del Catanzaro che è partito proprio dalla sconfitta di Cesena: «Diciamo che è stata una partita particolare perché innanzitutto abbiamo sprecato alcune occasioni nel primo tempo e poi, nella ripresa, abbiamo avuto un calo e loro sono usciti. Alla fine il risultato ci ha penalizzato. Quanto alla stagione, all'inizio sapevamo che avremmo avuto qualche difficoltà e dovevamo fare un campionato costituito da un approccio diverso poiché abbiamo una squadra formata da diversi giovani. Grazie al lavoro di mister Aquilani e del direttore sportivo Polito, però, abbiamo potuto accelerare il processo e adesso ci troviamo stabilmente in zona playoff e vogliamo mantenerla».
Questione Centro sportivo
Insomma, quello giallorosso è un progetto che prosegue e che cresce: «Portiamo l'esperienza del passato, adattandola però al territorio e alla società in cui ci si trova – ha detto Morganti –. Il Catanzaro, sotto questo aspetto, si sta dotando di un'infrastruttura che nel prossimo futuro sarà una delle migliori del sud Italia e questo è un fattore imprescindibile per una società. Quanto al Centro sportivo, a oggi siamo in una fase di progettazione e non è semplice, o comunque una cosa veloce, passare dalla progettazione alla prima pietra. A tal proposito ci siamo dati un tempo di due anni, poiché pensiamo sia una tempistica necessaria. Lo stadio a Catanzaro è un biglietto da visita non solo per il calcio nazionale ma anche per la città».

