Nel calcio, alla soglia dei trent’anni non si è certo “vecchi”, anzi: si è spesso nel pieno della maturità fisica e mentale. Eppure, da tempo, il dibattito ruota attorno alla presunta mancanza di giovani e alle difficoltà di attuare un vero cambio generazionale. Un tema che non riguarda solo il campo, ma che si estende anche alle panchine.

Se è vero che per i calciatori trovare spazio può diventare complicato, ancora più complesso è il percorso per chi, in giovane età, sceglie di intraprendere la carriera da allenatore. La fiducia nei tecnici emergenti resta limitata e sono pochi coloro che, poco più che trentenni, riescono a ottenere responsabilità e risultati.

Eppure, nel panorama del calcio dilettantistico calabrese, esistono esempi che vanno in controtendenza e dimostrano come il rinnovamento sia possibile. I nomi sono due e ben definiti: Salvatore Viscardi e Mario Magarò, giovani allenatori capaci di affermarsi e di imporsi grazie al lavoro, alle idee e ai risultati.

Il percorso di Viscardi

In un campionato di Eccellenza dove si erge il primato del Praiaortora, spiccano le idee e l'innovazione di Salvatore Viscardi. Un carisma da veterano che si amplifica se si pensa che il classe 1992, e 34 anni compiuti solamente qualche giorno fa, è il secondo allenatore più giovane del campionato. A parte la media d'età, che può variare in base agli standard, in questo caso è proprio l'età in sé che manifesta la grande duttilità del profilo.
Una sorta di predestinato se si pensa che, a neanche trent'anni compiuti, e quando tutti giocherebbero ancora a pallone, a lui viene affidata la guida di un blasonato e ferito Rende fresco di retrocessione dalla Serie D all'Eccellenza. Era la stagione 2022-23 quando il giovane ed esordiente allenatore, sconosciuto ai più e appena trentenne, guida a una salvezza tranquilla il suo Rende che chiuse a quota 38 punti, con un punto in più rispetto alla soglia play out. Rinnovata la fiducia da parte della società, decisamente migliore fu la stagione successiva con i biancorossi che sotto la sua gestione chiusero a quota 44 punti, a due sole lunghezze di ritardo dai primi cinque posti.
Insomma, il rischio di bruciare le tappe era alto ma Viscardi ha sempre saputo scegliere dimostrando maturità e intelligenza anche in quest'ottica. Nella stagione successiva, infatti, accetta l'incarico di vice allenatore del Sambiase, squadra rivelazione nel campionato di Serie D e al fianco di Claudio Morelli ha la possibilità di affinare idee ed esperienza. Scelta mai così azzeccata, dal momento che l'estate scorsa arriva la chiamata dell'ambizioso Praiatortora e con un progetto chiaro: lottare per i primissimi posti. Un disegno che poteva anche far paura, soprattutto a un giovane allenatore che mette la paglia troppo vicino al fuoco, ma anche stavolta le aspettative non stanno deludendo, con la compagine praiese attualmente prima in classifica e che vola verso un sogno chiamato Serie D.

Il percorso di Magarò

Se di sogni si parla, quello di Mario Magarò è iniziato pochi anni fa e anche un po' per caso. Sin da giovane ha cercato di carpire schemi tattici e mentalità da allenatore, facendo la classica gavetta al fianco di chi esperienza ne ha e ne ha avuta.
A volte, come detto, le cose iniziano per caso e anche nei momenti complicati, come quello della Morrone di qualche anno fa. Era la stagione di Eccellenza 2023/24 e la compagine granata si apprestava a concludere un campionato caratterizzato da un'agonia atroce e da una retrocessione, col senno di poi, annunciata. Dopo il graduale ridimensionamento della rosa, la resa definitiva avvenne con il cambio di mister Guzzo prima e Paschetta poi e affidando, con una rassegnazione non manifestata, la panchina al giovane esordiente appena trentenne. Eppure già da lì si intravedeva del potenziale, basti pensare che con una squadra che era la più giovane del campionato (21,5 anni di media) nelle ultime dieci giornate Magarò portò in cascina 13 punti con un virtuale decimo posto arrivando sopra il Brancaleone (12 punti), Palmese (10), Gioiosa Jonica (9), ReggioRavagnese ((9), Scalea (8) e StiloMonasterace (0).
Piena fiducia nella stagione successiva, nel girone A di Promozione, dove il giovane tecnico sfiorò la soglia play off con una squadra totalmente rimaneggiata.
Il fato calcistico però aveva ancora in serbo sorprese per lui, come l'inattesa chiamata della DB Rossoblù Luzzi, corazzata in difficoltà nel campionato di Eccellenza e dove c'erano pressioni di vittoria. Il sapore della sfida era troppo forte e, confermando ancora una volta la sua mentalità, si mette in gioco portando la squadra dalla zona play out a quella play off e, soprattutto, regalando a una città intera lo storico trofeo della Coppa Italia Dilettanti. Insomma, il calcio deve essere dei giovani, ma non solo dei giovani calciatori.
I primi cinque allenatori più giovani del campionato: Mario Magarò (classe 1993), Salvatore Viscardi (1992), Giuseppe Papaleo (classe 1988), Pietro Candido (1987), Luca Aloisi (classe 1987).