L'ex allenatore della compagine tirrenica si espone dopo l'esonero: «Dispiace non proseguire. C'erano le condizioni per poter riprendere il cammino»
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La settimana che ha preceduto l'imminente dodicesima giornata del campionato di Eccellenza è stata molto intensa, non solo perché di mezzo c'è stata l'andata delle semifinali di Coppa Italia Dilettanti, ma anche per gli scossoni in panchina. A tal proposito l'attenzione non può che andare alla Paolana, che nei giorni scorsi ha annunciato il cambio di guida tecnica con l'esonero di mister Angelo Andreoli e l'ingaggio di Francesco Corapi.
Parla Andreoli
Mister Andreoli lascia dunque dopo undici giornate e diciotto punti conquistati. A distanza di un anno esatto (era stato annunciato il 22 novembre 2024) e con un play off alle spalle, finisce dunque il rapporto tra le parti.
Sulla vicenda si è espresso lo stesso Andreoli, in esclusiva ai nostri microfoni, ma sempre con parole di stima e rispetto verso la società: «Questo purtroppo fa parte del gioco del calcio. Dire che me lo aspettavo no, soprattutto in relazione alle difficoltà e a vicissitudini legate a qualche defezione nella fase più delicata della stagione e iniziato con la gara di Coppa Italia Dilettanti contro l'Altomonte e proseguito poi con il pareggio interno contro il Castrovillari in una gara dove il gol sembrava stregato, ma questo non deve comunque essere un alibi. Infine il match contro il Bocale ha fatto saltare tutto».
L'andamento comunque non è del tutto negativo, come afferma lo stesso Andreoli: «La classifica dice che abbiamo diciotto punti in undici giornate, e non sono pochi, anche perché il campionato è ancora lungo e c'erano tutte le condizioni per poter riprendere il cammino, soprattutto recuperando anche gli infortunati. Accetto comunque la decisione con serenità come è giusto che sia, anche se un allenatore vorrebbe sempre continuare il percorso intrapreso. Al presidente e alla società dico solo grazie».
Spogliatoio unito
Insomma, un momento di appannaggio per la Paolana, che comunque ha optato per l'inversione di rotta a livello di guida tecnica. Lo spogliatoio però era unito e seguiva le direttive di Andreoli, come testimonia lui stesso: «La squadra era completamente a disposizione, con dei ragazzi eccezionali. Il grande dispiacere è proprio quello di aver lasciato un gruppo coeso e formato da professionisti seri. Ho ricevuto tanta vicinanza da parte dei ragazzi in questi giorni, quindi il problema spogliatoio non esisteva. Altre panchine? Al momento non mi è passato proprio di mente».

