All’orizzonte un’unica soluzione, la piazza e le istituzioni auspicano tempi rapidi così da programmare il futuro. Con loro al timone, lucchetti al Marulla: lo ha ribadito Mazzuca
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Un’estate caldissima, una primavera bollente. Questo attende il Cosenza che ha chiuso nel peggiore dei modi la propria avventura nei playoff di Serie C. I rossoblù sono stati eliminati al secondo turno, alla prima partita disputata, dopo il pesantissimo 5-1 subito al “Marulla” contro il Casarano. Una sconfitta durissima, che ha alimentato ulteriormente la contestazione nei confronti del presidente Eugenio Guarascio e dell’amministratrice Rita Scalise: i due sono soli come mai prima di oggi. Tanto da imporre il silenzio stampa ai tesserati.
Per la piazza rossoblù si tratta di un’umiliazione sportiva che richiama alla memoria le retrocessioni maturate durante la gestione Guarascio, compresa quella del 2021 successivamente cancellata solo grazie alla scomparsa del Chievo. Questa volta, però, il clima attorno alla società appare ancora più teso.
L’eliminazione dai playoff apre infatti un’estate incandescente per il Cosenza, con città e istituzioni che attendono un cambio di proprietà ritenuto ormai inevitabile. I nodi sono arrivati definitivamente al pettine e il club si ritroverebbe con le spalle al muro sotto il peso di una contestazione sempre più estesa.
A confermarlo sono anche le parole del presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca, che subito dopo il triplice fischio finale ha ribadito la posizione di Palazzo dei Bruzi: nessun nulla osta a Guarascio per l’utilizzo dello stadio “San Vito-Marulla”. Un messaggio netto, accompagnato dall’invito esplicito al patron a lasciare la società.
La frattura tra il club e le istituzioni cittadine appare ormai totale. Una rottura già emersa durante l’ultima assise comunale aperta ai tifosi, quando fu dato mandato al sindaco Franz Caruso di interrompere ogni rapporto con il club.
Rispetto al passato, però, la situazione ha assunto dimensioni ancora più ampie. Dopo la retrocessione del 2021 la protesta si era limitata a manifestazioni di piazza e contestazioni popolari. Oggi, invece, la vicenda coinvolge direttamente tutti gli enti istituzionali del territorio. Lo stesso sindaco Caruso ha definito la questione di “carattere sociale”, tanto che nelle scorse settimane si è tenuta anche una riunione in Prefettura per affrontare il tema legato al futuro del Cosenza.
Le lancette da oggi scandiranno minuti e ore preziosi verso il futuro. Non è più questione di “se”, ma di “quando”. Prima il Cosenza sarà ceduto, prima ci sarà modo di organizzare il futuro con quell’entusiasmo che si deve alle novità. Uno strazio sportivo simile non lo merita nessuno.


