Alla vigilia di Catanzaro-Frosinone, 27ª giornata di Serie BKT in programma domani alle 15 allo stadio “Ceravolo”, Alberto Aquilani apre la conferenza stampa con la consapevolezza di chi vede crescere la propria squadra, ma non vuole cali di tensione. Il momento è positivo, certificato da quattro vittorie consecutive e da un quinto posto che alimenta entusiasmo in città.
«Stiamo vivendo un buon momento – esordisce il tecnico giallorosso – abbiamo messo dentro le partite una maturità importante, c’è più consapevolezza. Quando arrivano i risultati è tutto più facile, anche il lavoro settimanale. Ma domani affrontiamo una squadra che all’andata ci ha battuto e che è stata campione d’inverno: una squadra con valori importanti. Anche noi però siamo una squadra importante e dobbiamo confermarlo».

Fame e mentalità: «Questa è la base»

Aquilani rivendica il lavoro fatto sul piano mentale. Organizzazione, identità, intensità e mentalità sono diventate cifre riconoscibili del Catanzaro.

«I meriti sono soprattutto dei ragazzi – sottolinea –. Ho sentito dire che certe squadre erano già retrocesse, poi le vedevi andare su campi difficili a giocarsela. Noi abbiamo messo dentro la fame, la voglia di fare sempre qualcosa in più. Nel calcio di oggi non ti puoi accontentare, non puoi abbassare la guardia. Il campionato è livellato e questa componente è fondamentale».

Una crescita evidente anche nello spirito di gruppo. L’immagine dell’esultanza di Rispoli a Pescara, pur non essendo protagonista diretto, è diventata simbolo di coesione. «Sono dettagli che magari dall’esterno non si notano – spiega Aquilani – ma sono fondamentali. Ragazzi che giocano meno e sono felici per il gol di un compagno, ma si allenano a 200 all’ora per conquistarsi il posto. È una base imprescindibile».

Gestione del gruppo: «Qui vale la meritocrazia»

Alla domanda sulla gestione di chi trova meno spazio, il tecnico è netto: «Siamo sempre stati chiari con tutti. Vige la meritocrazia: conta quello che vediamo in allenamento e in partita. Ci sono tanti ragazzi che mi mettono in difficoltà nelle scelte, ma la forza è questo gruppo unito e coeso. Non dobbiamo perderlo».

Frosinone e duelli: «Servirà qualità individuale»

Sul valore dell’avversario, Aquilani non ha dubbi. «Sono partiti con un gruppo importante, con tanti giocatori di categoria superiore. Hanno tenuto elementi che faranno la Serie A al 100%, soprattutto davanti. Con Alvini stanno facendo un lavoro molto importante».

Niente etichette da “gara snodo”, però: «Non lo è, perché mancano tante partite. Ogni gara ha la sua importanza. Se vinciamo, il segnale forte lo diamo a noi stessi, per aumentare consapevolezza e forza. Ma per farlo serve una partita incredibile: lottare su ogni pallone, essere concentrati per 90 e passa minuti, vincere i duelli».

Duelli che potrebbero essere decisivi in una sfida tra due squadre propositive: «Oggi si va verso l’uomo contro uomo, squadre aggressive che ti vengono addosso. La qualità individuale fa la differenza. Mi aspetto di vincere più duelli possibili».

Classifica e crescita: «Niente tabelle, sarebbe la morte calcistica»

Il Catanzaro, guardando alle ultime 18 giornate, viaggia quasi allo stesso ritmo delle prime della classe. Ma Aquilani non vuole sentire parlare di rimpianti. «Quello che hai è quello che meriti. Forse stiamo facendo anche qualcosa in più rispetto alle aspettative iniziali, ma questo discorso si deve fermare qui. Altrimenti passa il messaggio che va bene così, ed è la morte calcistica».

L’obiettivo è chiaro: «Veniamo da una striscia positiva e non la vogliamo fermare. Dobbiamo migliorare ogni giorno. Se penso alle tabelle o a dire che dobbiamo vincere per forza, sbaglio strada. Concentriamoci su quello che stiamo facendo e teniamocelo stretto: non era scontato».

Anche il tecnico ammette la propria crescita: «Sono cresciuto molto. Abbiamo attraversato il mare, a volte piatto, a volte con l’uragano. È stata una crescita parallela: credo di aver fatto crescere qualche ragazzo, ma anche loro hanno fatto crescere me».

Piazzati, arma decisiva

Infine, l’attenzione ai calci piazzati, tema centrale anche all’andata. «Il 30% dei gol nel mondo arriva da situazioni di palla inattiva – ricorda Aquilani – è un numero altissimo. In questa categoria ancora di più è un fattore determinante. Il Frosinone ha un battitore tra i migliori e giocatori forti di testa. È un’arma. Ci lavoriamo molto e sarà una componente importante della partita».