L’ex presidente del Consiglio comunale e presidente provinciale dell’Associazione allenatori chiamato a fare da catalizzatore per aggregare una nuova cordata: «Prima della partita vinta con il Sambiase sono entrato negli spogliatoi e ho detto poche parole. Dopo il gol Sasanelli è venuto ad abbracciarmi»
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La quiete dopo la tempesta, ed è proprio il caso di dirlo soprattutto dopo la vittoria di ieri nel derby contro il Sambiase, sotto un diluvio incessante che sembra aver rinfrancato una squadra che in molti davano già per spacciata. La Vibonese è ripartita e la vittoria di domenica, in occasione della ventunesima giornata del campionato di Serie D (girone I) deve essere solo un primo passo verso quello che è il nuovo inizio.
Il ritorno di Putrino
Da qualche giorno dunque è ufficiale l'incarico ad interim di Rino Putrino, in qualità di commissario scelto dal sindaco per gestire la Vibonese. Ex presidente del Consiglio comunale, ma soprattutto uomo di sport vero, Putrino ha guidato per anni la scuola calcio e il settore giovanile rossoblù, guadagnandosi stima, rispetto e affetto in città. Una figura credibile, equilibrata, capace di tenere insieme istituzioni, gestione e progetto sportivo. Quindi scelto da romeo con cura e con consapevolezza. «Chi ben comincia è a metà dell'opera si suol dire - ha esordito Putrino - io resto l'incaricato del sindaco per questo ruolo di commissario e fare da ponte tra la gestione della squadra e un'ipotetica nuova gestione. Caffo garantisce per quel che può, ma è normale che ha bisogno anche di qualcuno che lo sostenga dal punto di vista economico e non perché non ce la faccia, ma perché è giusto che ognuno debba dare il suo contributo alla causa».
Una vita nello sport per l'attuale presidente dell'Associazione degli allenatori di Vibo che ha soprattutto un forte carisma relazionale, basti pensare al forte legame subìto costruito sia con il nuovo tecnico rossoblù, Antonello Capodicasa, che con il capitano Besmir Balla, con l'intento di riportare entusiasmo nello spogliatoio: «La squadra aveva bisogno di un punto di riferimento da poter guardare negli occhi e soprattutto che avesse credibilità. Sono entrato in punta di piedi nello spogliatoio e ho detto al gruppo poche cose. Se poi Sasanelli fa gol e viene ad abbracciarmi è sicuramente un segnale anche all'esterno. Questa che verrà sarà una settimana importante per la Vibonese».

