Prima l’oro che accende la pista, poi l’argento che scivola veloce sulla neve, infine un altro oro che esplode nel silenzio del poligono. Milano-Cortina 2026 vive un pomeriggio che sembra scritto dal destino: tre medaglie in due ore, tre storie intrecciate in un’unica sinfonia azzurra.

Federica Brignone, la regina

Ha il passo delle campionesse che conoscono il peso della storia e non ne hanno paura e si concede il bis. Federica Brignone bissa l’oro e conquista anche il gigante, scolpendo un’altra pagina indelebile nella sua leggenda olimpica.

La sua sciata è potenza e armonia, aggressività e controllo. Ogni porta è una promessa mantenuta, ogni curva un atto di fede verso il traguardo. Quando taglia con il miglior tempo, non è solo una vittoria: è una consacrazione.

È il primo squillo di un pomeriggio che diventerà indimenticabile.

Michela Moioli e Lorenzo Sommariva, l’argento dell’unione

Che coppia. Lorenzo Sommariva scivola con lucidità e coraggio. Michela Moioli è in stato di grazia e scende con rabbia e grazia insieme. Nello snowboard a squadre miste firmano un argento che vale quanto un oro per intensità e carattere.

Davanti soltanto la Gran Bretagna, dietro la Francia. Ma ciò che resta è quell’abbraccio al traguardo, lo sguardo complice di chi ha lottato metro dopo metro.

L’Italia continua a volare.

Lisa Vittozzi, il silenzio che diventa storia

Poi arriva il silenzio del poligono di Anterselva. L’Inseguimento femminile si decide lì, con il fiato corto e il cuore sospeso. Lisa Vittozzi non sbaglia. Cinque bersagli centrati nell’ultimo poligono, il sorpasso decisivo sulla norvegese Maren Kirkeeide, e una cavalcata finale che profuma di destino.

È il primo storico oro olimpico per il biathlon italiano. Una gara spaziale, sostanzialmente perfetta, chiusa nel tripudio di una Anterselva vestita di tricolore.

22 medaglie, oltre Lillehammer

Con queste tre imprese l’Italia sale a quota 22 medaglie, superando il bottino di Lillehammer e scrivendo un nuovo record nella propria storia olimpica invernale.