A distanza di quasi una settimana dagli episodi di violenza avvenuti a Gioia Tauro, durante una partita di calcio femminile tra Crazy Lions e Bocale, la gara non è mai terminata. Secondo quanto riferito dalla società biancorossa: «Due soggetti, riconducibili alla squadra avversaria, hanno fatto irruzione sul terreno di gioco con l’obiettivo di aggredire uno dei nostri dirigenti accompagnatori. Nel caos generato da questa azione inqualificabile, una nostra calciatrice è stata aggredita da uno dei due dirigenti ed è stato necessario soccorrerla».

La sentenza

A seguito dell'accaduto, il Giudice Sportivo Territoriale ha emesso la sua sentenza: «Al nono del secondo tempo, tre tifosi della squadra di casa, riconoscibili perché indossavano il giubbotto con lo stemma Crazy Lions, si avvicinavano alla panchina ospite e inveivano con violenza. Inoltre, dopo aver fatto uno squarcio nella rete di protezione, entravano in campo affrontando un dirigente ospite; peraltro, uno dei tre tifosi locali spingeva violentemente una giocatrice ospite che tentava di dividere lo scontro. In seguito a quanto accertato, si infligge alla società Crazy Lions la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0-6 e, inoltre, un’ammenda di cento euro».

Il comunicato del Bocale

Comprensibile la soddisfazione del Bocale, subito dopo la sentenza. La società biancorossa ha voluto esprimersi così: «Il Giudice Sportivo Territoriale ha emesso la decisione definitiva in merito al match del campionato femminile di calcio a 5 tra il Bocale e una squadra locale, gara sospesa a Gioia Tauro, accertando negli atti ufficiali la dinamica dei fatti, compresa l’aggressione subita da una nostra calciatrice. La pronuncia parla con la forza dei documenti e delle risultanze ufficiali. Dopo il nostro primo comunicato abbiamo scelto di non replicare ulteriormente, nonostante ricostruzioni pubbliche che hanno tentato di ribaltare la realtà dei fatti e di mettere in discussione la nostra credibilità. Abbiamo mantenuto un silenzio istituzionale, affidandoci esclusivamente alla Giustizia Sportiva e alle autorità competenti. La risposta è arrivata, puntuale e inequivocabile».