Il presidente del Pescara (prossimo avversario dei giallorossi) analizza il lavoro del club di Floriano Noto, sottolineando l’importanza della stabilità societaria e della gestione del gruppo squadra; «Modello di continuità e serietà»
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Continua a correre il campionato di Serie B che, nello scorso weekend, ha visto il completamento della ventitreesima giornata. Come settimanalmente accade, il punto della giornata è stato fatto a 11 in Campo, format di LaC TV condotto dal giornalista Maurizio Insardà, in onda ogni lunedì.
Parla Sebastiani
Una giornata che ha confermato ancora una volta le grandi difficoltà del Pescara, ultimo in classifica e senza vittorie da sei giornate. A complicare ulteriormente la situazione è stata la sconfitta contro il Cesena, con all'orizzonte la sfida contro il Catanzaro nel turno infrasettimanale. Il focus della puntata si è concentrato proprio sul momento del Delfino ed è stato discusso con il presidente degli abruzzesi, Daniele Sebastiani, ospite della trasmissione: «Abbiamo fatto una rivoluzione, ma non è facile realizzarla, con diversi giocatori che vogliono dimostrare il loro valore».
Chiamato a dare una mano per raddrizzare il destino dei biancoazzurri è il fantasista Lorenzo Insigne, uomo simbolo del passato della squadra: «Per vedere Insigne in campo ci vorrà la gara contro l'Avellino, poiché sta continuando ad allenarsi singolarmente con il suo personal trainer. C'è però la parte agonistica che viene meno. Dunque ha bisogno di qualche altro giorno e vogliamo preservarlo per averlo al meglio in vista del prosieguo della stagione».
Arriva il Catanzaro
Nel turno infrasettimanale farà visita un Catanzaro in piena zona play-off: «Il Catanzaro può vantare un grande presidente che sta portando avanti una società seria. Inoltre sta portando continuità, e nel calcio questo è un aspetto fondamentale, basti pensare che da anni ormai lo zoccolo duro dei giallorossi è sempre lo stesso. Ogni anno il club inserisce giocatori che fanno poca fatica a integrarsi in un contesto già collaudato».
Un calcio cambiato
Il calcio è cambiato nel corso degli anni, con una gestione finanziaria sempre più impegnativa: «Attualmente il campionato di Serie B è diventato una sorta di mini Serie A. Noi siamo tornati nella serie cadetta dopo quattro anni e abbiamo riscontrato che i prezzi sono lievitati, con giocatori che guadagnano 500mila euro e segnano solamente due gol all'anno. Inoltre ci sono società forti per cui, se ti salvi, fai un'impresa».

