Novanta minuti per chiudere i conti, o forse per aprirne altri. La Serie B arriva all’ultima curva con il fiato corto e con una classifica che continua a mischiare sogni e paure. Al “Ceravolo” si gioca una partita che vale molto di più dei tre punti: da una parte il Catanzaro, già certo del quinto posto e con la testa inevitabilmente rivolta ai playoff; dall’altra il Bari, che invece si presenta in Calabria con l’urgenza di chi sa che il proprio destino passa tutto da una sera.

Le Aquile di Alberto Aquilani hanno conquistato con anticipo la certezza della postseason e possono permettersi di guardare oltre, gestendo energie e uomini in vista del primo spareggio promozione. Ma guai a pensare a un Catanzaro distratto. Il “Ceravolo” resta un fortino, un palcoscenico che pretende intensità e identità fino all’ultimo pallone della regular season. E poi c’è un dettaglio che rende tutto ancora più carico di significati: l’incrocio con il Bari dell’ex direttore sportivo Ciro Polito, protagonista negli anni scorsi della rinascita biancorossa.

Per il Bari, invece, questi sono davvero gli ultimi novanta minuti della paura. I pugliesi arrivano alla sfida sapendo di poter oscillare tra salvezza, playout e incubo retrocessione. Una situazione delicatissima, figlia di una stagione tormentata e di una classifica cortissima nella zona rossa. Anche un pareggio potrebbe non bastare a garantire tranquillità, mentre una sconfitta costringerebbe i biancorossi a guardare con ansia i risultati degli altri campi.

E allora Catanzaro-Bari, in programma venerdì 8 maggio alle 20.30, diventa il simbolo perfetto dell’ultima giornata di Serie B: chi sogna la Serie A e chi lotta per non precipitare. Due stati d’animo opposti, novanta minuti per decidere tutto.