Si riparte. Oggi, domenica 4 gennaio, il Catanzaro torna ad allenarsi e, insieme ai muscoli, riaccende qualcosa di più profondo: un’attesa, una promessa, una speranza che non ha mai smesso di camminare insieme a questa squadra. Il riposo è alle spalle, davanti c’è di nuovo la strada, quella che porta al campionato e a un sogno che, giornata dopo giornata, prende forma senza chiedere permesso.

Le Aquile hanno imparato a volare basso, ma lontano. A non fare rumore, mentre mettono una vittoria dietro l’altra. Cinque successi consecutivi non sono un caso, sono una dichiarazione silenziosa. E ora, al giro di boa della cadetteria, c’è la prima della classe Frosinone, una trasferta che profuma di prova del nove, contro un avversario solido e strutturato.

Vincere allo Stirpe significherebbe molto più dei tre punti. Sarebbe la sesta vittoria consecutiva. Sarebbe la conferma che il Catanzaro non è un ospite di passaggio, ma una presenza stabile nei quartieri nobili della Serie B. Sarebbe guardare le cosiddette corazzate negli occhi, senza abbassare lo sguardo, camminando al loro fianco, con la fierezza di chi sa da dove viene.

Questa squadra ha imparato a soffrire, a stringersi, a crederci. Ha trasformato il lavoro quotidiano in identità, il sacrificio in forza collettiva. E mentre riparte la preparazione, riparte anche il battito di una città intera, che sogna senza clamore, ma con una fede incrollabile.

Sabato prossimo, a Frosinone, potrebbe scrivere un’altra pagina da custodire. Con il cuore, prima ancora che con i piedi.