Zero punti dalle due trasferte contro capolista e vicecapolista, ma indicazioni utili sì. È questo il bilancio che Alberto Aquilani trae dal ko per 3 a 1 del Catanzaro sul campo del Venezia nella 20ª giornata di Serie B. Una gara in equilibrio fino a metà ripresa, poi spezzata dagli episodi e dall’inferiorità numerica.

«Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile – ha spiegato il tecnico giallorosso – perché il Venezia ha qualcosa in più non solo rispetto a noi, ma rispetto a quasi tutte le squadre del campionato. C’è una differenza soprattutto nella cilindrata». Nonostante questo, Aquilani difende la prestazione: «Siamo rimasti abbastanza bene in partita, ordinati, anche se ci è mancata un po’ di pulizia e di qualità. Siamo stati timidi nei duelli, nel voler fare qualcosa in più uomo contro uomo».

Il punto di rottura arriva nella ripresa: «Se già in undici fai fatica, in dieci diventa ancora più dura. E se regali anche due situazioni, allora diventa impossibile. Contro questo tipo di squadre non te lo puoi permettere». Un rammarico evidente per il risultato, ma anche la consapevolezza di un percorso di crescita: «Sono partite che servono, perché alcuni ragazzi capiscono che quando affronti squadre di questo livello devi alzare attenzione e intensità, altrimenti fai fatica».

Alla domanda sul salto di qualità per diventare una “grande squadra”, Aquilani frena i paragoni: «Non dobbiamo paragonarci a loro. Gli obiettivi sono completamente diversi e sarebbe sbagliato uscire da qui ridimensionando il nostro percorso. Siamo partiti per un campionato differente, ma con organizzazione, idee e crescita possiamo competere». Tuttavia, avverte: «Competere non basta per vincere. Serve più attenzione, quel qualcosa in più che ti porta al risultato positivo».

Capitolo mercato e attacco corto: prudenza. «Non lo so. Il mercato è un discorso della società. Se ci saranno opportunità, le coglieremo, ma più di questo non dico».

Il messaggio finale alla squadra resta chiaro: «Testa alta, continuare a crescere, allenarsi e credere in quello che facciamo. Dobbiamo alzare il livello sotto tanti aspetti: attenzione, duello, percezione del pericolo. Evitiamo quei cali che poi ti fanno tornare a casa con il rammarico».