Amaro l'esordio del nuovo tecnico rossoblù che aveva messo nel conto l’ennesima sconfitta: «Questa partita mi serviva più che altro per avere maggiori indicazioni sui singoli e poter lavorare sul futuro»
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Continua la discesa agli inferi della Vibonese che torna dal Granillo con le ossa rotte. I rossoblù, infatti, perdono il derby contro la Reggina in occasione della ventesima giornata del campionato di serie D (girone I) e allungano addirittura a dodici le partite senza vittoria. Pratica archiviata già nel primo tempo, con gli amaranto che vanno a riposo sul 3-0 grazie alle reti di Edera, Mungo e Ferraro. Nella ripresa solo ordinaria amministrazione, e per i rossoblù adesso lo spettro del play out inizia a essere tenebroso.
Parla Capodicasa
Amaro dunque l'esordio in panchina del tecnico Antonello Capodicasa che, al termine dei novanta minuti, si esprime così: «La prima cosa che dovevo dare era tranquillità e fiducia a una squadra che non vince da dodici partite. Io sono qui solamente da quattro giorni e ho fatto tre allenamenti e una rifinitura, ma la prima cosa che cercavo di infondere era serenità cercando di avere la disponibilità della squadra e queste sono cose che ho percepito. Ovviamente non ci può ancora essere un'impronta tattica e la sfida contro la Reggina mi serviva più che altro per avere maggiori indicazioni sui singoli».
Il tecnico racconta poi la partita: «L'approccio della Reggina è stato alquanto veemente e dopo lo shock iniziale del primo gol, siamo rimasti in partita avendo anche un paio di occasioni per poterla pareggiare in quei venti minuti di equilibrio. Con questo non voglio dire che il risultato lo avremmo messo in discussione, ma proprio quella piccola fase di gara è servita per darmi maggiori indicazioni. Adesso serve mettere la squadra in rotta per salvarsi perché la situazione è questa e dobbiamo evitare di cadere nel vortice play out».

