Nel provvedimento del gip di Catanzaro vengono evidenziate le analogie tra i due agguati mafiosi: il primo avvenuto nel 2017 a Corigliano Rossano, l'altro a Pesaro nel 2018
VIDEO | L’imprenditore che ha pagato il prezzo più alto. Dall’assassinio del figlio all’infamia di una condanna «ingiusta»: essere considerato colluso dei mafiosi che ha denunciato e gli hanno distrutto la vita
Il collaboratore Formosa racconta il viaggio da Brescia a Polistena, poi il piano fallito in un residence vicino al confine con la Basilicata e l'azione di fuoco non andata a buon fine nel piazzale de "I Portali" di Corigliano Rossano. Il movente? L'imprenditore aveva testimoniato contro i sodalizi mafiosi reggini (ASCOLTA L'AUDIO)
Il fatto di sangue avvenne ai Portali, il noto centro commerciale situato lungo la strada statale 106 Jonica. La vittima è il padre di Francesco, il 18enne ucciso nel 2009 a Taurianova
Il provvedimento ha riguardato sette fabbricati intestati al professionista e ai suoi familiari, tutti ubicati nella cittadina ionica (ASCOLTA L'AUDIO)
VIDEO | Il blitz della Polizia di Stato. Le persone arrestate sono indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena (ASCOLTA L'AUDIO)
La figlia del giudice afferma di aver finito parole, pazienza e speranza, stigmatizzando la scarsa celerità della magistratura nella ricerca della verità. Tutti i dubbi su una scelta che spacca ulteriormente il fronte dell’antimafia
Il 9 agosto 1991 il giudice venne ucciso a Piale di Villa San Giovanni. Doveva sostenere l’accusa nel maxiprocesso a Cosa Nostra. Tentarono di avvicinarlo, ma fu incorruttibile. Fu un passaggio cruciale nell’alleanza tra le mafie
Sigilli a sei fabbricati, un terreno e una ditta. Il destinatario, condannato per associazione mafiosa e traffico di droga, avrebbe ricoperto un ruolo apicale all'interno del clan
'U Galatrisi ucciso a Nicotera nell’anniversario dell’omicidio Cedro a Gioia Tauro, pochi mesi prima la scomparsa di Salvatore Drommi, nel 2011 l’eliminazione di due dei più potenti broker della ‘ndrangheta, Vincenzo Barbieri e Mimmo Campisi: agguati e moventi nel racconto del pentito
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Gotha, i magistrati riportano un'intercettazione in cui Paolo Romeo fa riferimento al sostegno elettorale che l'ex governatore calabrese avrebbe ottenuto dalla cosca reggina
Salvatore Morfò è finito ai domiciliari poiché avrebbe minacciato il professionista dopo la decadenza della concessione demaniale del lido balneare di famiglia
La consigliera regionale del Pd esprime soddisfazione: «Si tratta di una proposta aperta suscettibile di miglioramenti che andrà contestualizzata meglio nella realtà attuale»
Considerato uno dei principali broker a livello internazionale e ricercato da quattro Procure tra cui quella di Reggio Calabria, era finito in manette a giugno dopo una latitanza durata diversi mesi
Il presidente ha incontrato l'imprenditore a Gioia Tauro: «Una persona che ammiro e che stimo, per il grande coraggio dimostrato negli anni e per la determinazione con la quale si è opposto alle angherie e alle minacce della ‘ndrangheta»
Condannato in primo grado a 25 anni, nelle motivazioni della sentenza l'avvocato e politico reggino viene descritto come «intraneo» alla consorteria mafiosa. Nelle carte si legge anche che gli appalti del Comune dello Stretto «avvenivano secondo criteri spartitori» definiti da lui e dagli esponenti del clan
Nelle motivazioni della sentenza che ha portato a 15 condanne e 15 assoluzioni, il Tribunale traccia il profilo della struttura segreta che negli ultimi 30 anni ha lavorato in riva allo Stretto per rendere «il fenomeno criminale più insidioso, subdolo e di difficile accertamento»
Il magistrato in audizione antimafia ha parlato di strutture «stabili e consolidate» e inoltre di «preoccupanti situazioni di saldatura tra la criminalità organizzata e alcuni settori dell'economia, anche con il coinvolgimento di imprenditori e professionisti»
Disposto il sequestro di tre ditte operanti nel settore turistico e confermato quello del noto villaggio turistico Sayonara, beni già oggetto di precedente misura cautelare patrimoniale
I provvedimenti eseguiti anche in altre zone della Calabria e in Lombardia, Sicilia, Campania e Abruzzo. In base alle indagini, il gruppo criminale aveva acquisito il controllo di diverse attività commerciali, soprattutto nel settore turistico-alberghiero (ASCOLTA L'AUDIO)
Le intercettazioni dei carabinieri sul presunto patto tra i Mancuso ed i Bonavota che lo avevano «a portata di mano». Il summit di Sant’Onofrio per adottare «nuove strategie criminali comuni», mentre in Piemonte venivano assoldati i sicari stranieri (ASCOLTA L'AUDIO)
Deve scontare una condanna a 15 anni per traffico di droga e possesso di armi: aveva chiesto di essere detenuto in un penitenziario di Stato, invece dovrà restare in una prigione federale