Le parole del collaboratore di giustizia calabrese Vittorio Foschini, nel corso del processo di appello sulla trattativa tra Stato e mafia: «A noi non conveniva toccare le Istituzioni. Il giudice è stato ammazzato per fare un favore ai corleonesi»
“Gli uomini passano e le idee restano” diceva Giovanni Falcone. Restano i loro principi morali, le loro azioni che hanno cambiato il corso della storia e hanno ispirato altri uomini
Il procuratore nazionale antimafia nel giorno della commemorazione della strage di Capaci: «Vogliamo la verità. Ci sono indizi su altri coinvolgimenti». Su Covid e rischio usura: «I ritardi dello Stato aiutano le mafie»
Dietro la decisione del boss di rompere un silenzio durato 26 anni, precisi messaggi al Cav e al suo entourage. Di cui ha già parlato quando intercettato in carcere raccontava della "cortesia" chiesta al leader di Forza Italia negli anni delle stragi. Chiacchierate che ha rivendicato come vere e che in aula sarà chiamato a chiarire
VIDEO| Venticinque anni fa l’ultimo attacco ‘ndranghetistico allo Stato: l’agguato a Saracinello in cui rimasero feriti due carabinieri. Siamo tornati in quei luoghi con Bartolomeo Musicò che ci ha raccontato cosa sia successo da quel maledetto 1 febbraio
'NDRANGHETA STRAGISTA| Il collaboratore Gaetano Albanese svela: «Lo dissi, ma non importò a nessuno. Comprai armi per difendermi e oggi sono in carcere». In quei verbali le dichiarazioni sulle riunioni fra calabresi e siciliani per le stragi di mafia
La deposizione del pentito cosentino Umile Arturi al processo sugli agguati ai carabinieri: «Erano tutti contrari. I corleonesi pensavano di comandare l’Italia»
Pino Scriva depone al processo per l’omicidio dei carabinieri: «Capii che Filippone poteva dormire sonni tranquilli. Il giudice disse: 'È amico di un mio amico di Reggio'». E aggiunge che l’imputato diede appoggio a diversi latitanti. La ‘ndrangheta? «Fui io a dire che si chiamava così»
L'ex comandante del Ros non si è presentato questa mattina a Reggio Calabria, senza fornire alcuna spiegazione. Il suo esame era molto atteso. Corte costretta a rinviare l'udienza. E i tempi si allungano
Il pentito Palmeri nel corso del processo 'Ndrangheta stragista svela i tre incontri del boss di Alcamo con rappresentanti dei servizi: «Volevano destabilizzare lo Stato. Un medico presente proposte un attacco batteriologico». Milazzo mi ripeteva: «Sono pazzi»
Fu ritrovata nella biblioteca del carcere di Ferrara. Nel computer c’era la missiva scritta per Grasso, con la confessione sul movente delle stragi. E lo spostamento di Calabrò a Bollate avrebbe potuto mettere tutto a tacere. Per sempre
L'appuntato Bartolomeo Musicò fu ferito, insieme al collega, dai killer Villani e Calabrò, durante la stagione stragista. Ora fa ritorno nel punto in cui avvenne l'agguato: «Così è cambiata la mia vita»
'Ndrangheta stragista, il pentito Villani svela l'idea del 'nano' per liberare il fratello dopo l'arresto per usura. Relazioni ad alti livelli: «Per un periodo fummo una cosca d'intoccabili»
Il pentito Villani punta il dito contro servizi deviati e massoneria deviata: «Vero cervello della ‘ndrangheta e non solo». Poi svela: «Dovevamo fare come le falangi armate» e chiama in causa Aiello faccia di mostro
Omicidio Fava-Garofalo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il presunto mandante si dichiara innocente e nega qualsiasi responsabilità. Ma, incalzato, ammette l’incontro con Villani: «Era preoccupato». Il pm: «Dato enorme»
Al processo per l’omicidio dei carabinieri Fava e Garofalo emergono gli strani contatti fra il pentito ed esponenti dell’Arma. Un esposto anonimo accusa appartenenti ai servizi. Chi condusse i parenti del “nano” nella sua località protetta?
Al via oggi il processo ai presunti mandanti del duplice omicidio dei carabinieri Fava e Garofalo. I parenti delle vittime: «Chi ha sbagliato deve pagare»
Tre giorni dopo aver svelato ai magistrati la verità sul duplice omicidio Fava-Garofalo, Calabrò incontra la madre (e sorella del presunto mandante). Lei gli intima: «Bocca chiusa e non si sbaglia mai». Lui dice di aver ritrattato. Poi attacchi alla Dda e messaggi chiari: «Abbiamo perso Francesco, hai capito?»
Il fratello del killer dei carabinieri scomparve nel nulla nell’ottobre 2006. Quattro anni fa, l’auto con i suoi resti fu ritrovata in mare. Ora emerge come fosse l’unico a custodire quel segreto confidato da Giuseppe. Tempi e contesti
Giuseppe Calabrò, autore dell’omicidio Fava-Garofalo, terrorizzato davanti ai pm: prima mente, poi piange a dirotto: «Mi uccidono, devo andare via». E racconta una verità taciuta per 23 anni
Svelata la ragione del suo allontanamento dalla località protetta nel 2013: andò via quando capì che avrebbe dovuto parlare di quegli anni. Ciò doveva restare segreto