Nelle processioni del venerdì e del sabato santo si rinnova lo stretto rapporto della cittadina del Tirreno catanzarese con una pratica che affonda radici nei secoli
Le prime tracce del rito di autoflagellazione risalgono al 1260. In Calabria furono probabilmente introdotti dai Domenicani ad Altomonte. Ma la prima prova documentata risale al 1840 e a un uomo che, dopo una vita di lutti e sventure, decise di soffrire nel corpo oltre che nello spirito
Con l'uscita della statua della Madonna Addolorata si è dato il via alla due giorni caratterizzata da una delle manifestazioni più antiche e identitarie della fede nella nostra regione
In un incontro organizzato dalla Pro loco Ligea sono intervenuti esperti di settore che hanno provato a spiegare il rito dei Vattienti e tutto ciò che ruota intorno a queste manifestazioni
FOTOGALLERY | In base a un accordo sottoscritto con i commissari straordinari che reggono l’Amministrazione comunale i fedeli impegnati a procurarsi ferite sulle gambe con cocci di vetro hanno dovuto osservare rigide regole per limitare gli imbrattamenti di sangue
I riti della settimana Santa il tema della nuova puntata di Pubblica Piazza. Ospite diPasquale Motta, il documentarista-Unical, Gianfranco Donadio. Inizio alle 23
Il dolore della pietà popolare, tradizioni che sanno di sangue e aceto. Il rito dei vattienti a Nocera Terinese raccontato da Saverio Caracciolo nel suo reportage
Anche quest'anno, venerdì e sabato santo, a Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, si rinnova la tradizione secolare dei Vattienti ; uomini che adempiono il voto o praticano la devozione, di flagellarsi pubblicamente, a ciò mossi, dall'intento di unirsi spiritualmente e sensibilmente a Cristo nelle sofferenze che precedettero la sua Crocifissione.