Con l’arrivo del freddo, la gestione del bilancio familiare torna prepotentemente al centro dell'attenzione. In un momento storico caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi dell’energia, la scelta tra riscaldamento a gas ed elettrico non è mai stata così determinante per le proprie tasche.

Proprio a causa di questa incertezza, utilizzare regolarmente un comparatore luce gas rappresenta il primo passaggio utile per monitorare i costi effettivi dell'energia e capire quale offerta sia più competitiva. Tuttavia, il semplice prezzo della materia prima non è l'unico fattore da considerare: l'efficienza complessiva dell'impianto e le caratteristiche strutturali della propria abitazione giocano un ruolo altrettanto determinante nel definire l'importo finale che pagheremo in bolletta.

La caldaia a metano: costi di avvio bassi ma spese fisse

Il riscaldamento a gas metano rimane ancora la scelta più comune sul territorio nazionale, favorita da una rete di distribuzione capillare e da costi di installazione contenuti, specialmente per le caldaie a condensazione. Questa soluzione viene spesso preferita da chi ha un budget iniziale limitato o vive in condomini dove risulta difficile intervenire sugli impianti centralizzati esistenti.

Tuttavia, anche se il costo unitario per produrre calore è stato storicamente competitivo, bisogna considerare l'incidenza dei costi di gestione. Come spesso evidenziato dai report di ARERA (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente), la bolletta del gas non è composta solo dalla materia prima, ma è gravata da oneri di sistema e costi fissi che incidono pesantemente sulla spesa annua, indipendentemente da quanto si consuma.

Inoltre, l'efficienza di una caldaia a combustione ha un limite fisico: per generare calore è sempre necessario bruciare una quantità corrispondente di combustibile, rendendo la spesa finale vulnerabile agli improvvisi aumenti del prezzo del gas sui mercati internazionali.

L'alternativa elettrica: l'efficienza della pompa di calore

Una valida alternativa elettrica che può competere con il gas sono le pompe di calore. Questo sistema non crea calore bruciando energia, ma si limita a trasferirlo dall'aria esterna all'interno dell'abitazione, garantendo un'efficienza energetica superiore.

Il riscaldamento elettrico diventa imbattibile sui costi di esercizio se l'abitazione è ben isolata e dotata di pannelli radianti a pavimento, che lavorano a basse temperature riducendo i consumi. Un ulteriore vantaggio economico, capace di orientare definitivamente la scelta, si ottiene abbinando la pompa di calore a un impianto fotovoltaico. Autoprodurre l'energia necessaria permette di abbattere i costi di prelievo dalla rete elettrica, rendendo la casa meno dipendente dalle fluttuazioni del mercato e azzerando quasi del tutto la bolletta del riscaldamento.

Quale sistema scegliere in base alla propria casa

Non esiste una risposta unica su cosa costi meno in assoluto, poiché tutto dipende dalle condizioni di partenza dell'immobile. Se vivete in una casa datata, con scarso isolamento termico e termosifoni in ghisa che richiedono acqua ad alte temperature, il gas potrebbe restare la soluzione meno onerosa nel breve periodo, dato che passare all'elettrico richiederebbe costosi lavori di ristrutturazione per coibentare l'edificio.

Al contrario, per chi costruisce da zero o ristruttura, il sistema elettrico a pompa di calore è la scelta vincente per risparmiare sui costi futuri, offrendo anche la possibilità di raffrescare casa in estate. Il vero risparmio nasce quindi dall'adattare la tecnologia alle dispersioni termiche della propria abitazione, più che dal guardare solo al prezzo del combustibile.