Prosegue il lavoro di monitoraggio dei cetacei del Cesram, Centro studi e ricerca ambiente marino, con base a Soverato. Un lavoro che sta facendo emergere importanti novità soprattutto per quanto riguarda alcuni esemplari di grampo, delfini molto particolari.

Dalle acque calabresi a quelle pugliesi. Grazie alla foto identificazione e alla sinergia tra diversi enti di ricerca quali il Cesram, Centro studi e ricerca ambiente marino con base a Soverato, la Jonian Dophin Conservation di Taranto, l' Università di Bari el ' Università di Malta , è stato dimostrato come alcuni esemplari di grampo , particolari delfini ricoperti da graffi bianchi, frutto delle interazioni sociali, presenti nel Mar Ionio, hanno raggiunto il Golfo di Taranto . «In particolare - spiega la presidente e direttrice del Cesram, Maria Assunta Menniti - abbiamo fotografato due esemplari di grampo, da tempo ormai al centro del nostro lavoro di studio e ricerca. Uno lo abbiamo avvistato in Calabria, nelle acque della Locride, il 27 luglio 2019, che abbiamo definito "6", lo stesso esemplare è stato avvistato il 18 luglio 2023 nel Golfo di Taranto dalla Jonian Dophin Conservation, definito da loro "Gin". Un altro esemplare è stato avvistato da noi il 27 luglio e riavvistato da loro il 30 luglio 2021. Grazie al confronto tra le pinne dorsali e ai graffi presenti su di essa, abbiamo capito che i grampi individuati nelle nostre acque erano gli stessi avvistati nel Golfo di Taranto. Nel Mar Ionio è la prima volta che riusciamo a documentare uno spostamento così lungo, di circa 300 chilometri. E' un dato importante perché dimostra come queste sub regioni del Mar Mediterraneo siano strettamente connesse tra di loro».

Azioni di conservazione


Da qui la necessità di mettere in campo azioni di conservazione mirate: «Noi da diversi anni studiamo il grampo, questo cetaceo, mammifero marino, che abita nelle acque calabresi e per caso, grazie a una fotografia, è nata una collaborazione con gli altri enti di ricerca. Come dico sempre, questo non è il punto di arrivo ma è solo l'inizio perché aver documentato uno spostamento così grande ci consente di capire quanto questi animali si spostano, come si spostano. Abbiamo capito inoltre che facevano parte di gruppi diversi e molto probabilmente questi due individui erano dei maschi perché non sono mai avvistati accanto a dei cuccioli. E allora tutto questo comporta l'obbligo di dover avanzare delle proposte di conservazione  in sinergia tra le due regioni, Calabria e Puglia , in modo tale da proteggere al meglio questa specie che è nella lista rossa IUCN e quindi classificata come in pericolo di estinzione . Le azioni di conservazione non devono essere limitate soltanto in regioni piccole, gli animali non conoscono i confini amministrativi, ma la conservazione ha la necessità di avere uno sguardo più ampio e globale proprio come si dovrebbe fare per l'oceano che richiede delle azioni globali e complessive che non si possono limitare a singoli interventi locali».