Il presidente dell’Associazione dei consorzi di bacino Vincenzi sollecita «investimenti in manutenzione straordinaria, nuove infrastrutture idrauliche, ricerca e innovazione, promozione di una cultura dell'acqua»
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Il primo "medicane" del nuovo anno sull'Italia, denominato Harry, è il prototipo della potenziale forza distruttiva, che viene sprigionata dallo scontro fra le correnti calde in risalita dall'Africa Sahariana (nei giorni scorsi lungo la Penisola ancora si registravano temperature miti intorno ai 15 e sino ai 20 gradi registrati al Sud) e quelle polari, approdate attraverso i Balcani. Ad evidenziarlo è l'Osservatorio Anbi (l'associazione dei consorzi di bacino) sulle Risorse Idriche.
L'uragano sta scaricando sull'Italia meridionale e sulle isole maggiori tutta l'energia accumulata nel bacino mediterraneo, le cui acque troppo calde (anche +2,5°) rappresentano il micidiale innesco per eventi meteorologici estremi.
«È andata meno male di quanto temuto perché, in numerose altre occasioni, eventi come il medicane Harry hanno provocato danni molto più ingenti e vittime. È evidente, però, che è necessario aumentare urgentemente la resilienza dei territori ai fenomeni estremi: dalle alluvioni alla siccità - commenta Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi -. Servono volontà condivise per investimenti in manutenzione straordinaria dei territori, nuove infrastrutture idrauliche, ricerca ed innovazione, promozione di una cultura dell'acqua».
La Calabria è una regione fortemente colpita: le cumulate di pioggia in un'ottantina di ore hanno superato i 400 millimetri su diverse località del settore jonico. Lungo la costa, molte zone sono state evacuate per via dei fortissimi venti e delle mareggiate, che hanno inghiottito un lungo tratto di litorale. Neve e gelo hanno invaso Aspromonte, Sila e Pollino.
Nella Sicilia orientale, e principalmente nell'area etnea, si registrano numeri leggermente inferiori rispetto a quelli calabresi. Quasi intoccato dal ciclone risulta il settore occidentale dell'isola. In Sardegna, nubifragi si sono registrati su un'ampia area dei settori centrale, orientale e meridionale. Forti temporali si sono abbattuti anche sulla Basilicata jonica.



