I dati definitivi solo a fine stagione. Preoccupano i possibili temporali ad autunno. L’esperto: «Quello che era eccezionale 20 anni fa purtroppo sta diventando la normalità»
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L'estate 2026 si avvia a essere una delle più calde di sempre e potrebbe insidiare il primato storico del 2003. I dati definitivi arriveranno solo a fine stagione, ma in molte aree della penisola le anomalie termiche sono già vicine ai livelli record di 23 anni fa.
Il caldo, previsto persistente almeno fino a metà agosto, riaccende inoltre i timori per possibili temporali e fenomeni meteo estremi in autunno, quando l'energia accumulata dal Mediterraneo potrebbe alimentare nubifragi e precipitazioni violente. «Quello che era eccezionale 20 anni fa purtroppo sta diventando la normalità», osserva all'Ansa Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento. Secondo l'esperto, il 2026 potrebbe persino superare il 2003, confermando una tendenza legata al cambiamento climatico: ondate di calore sempre più frequenti, intense e durature.


