«A proposito di depurazione, stiamo applicando le norme previste dal testo unico dell'Ambiente. L'ufficio che abbiamo potenziato, con un'articolazione interna della sezione di polizia giudiziaria, ha personale dedicato solo ai reati ambientali, in modo da poter affrontare il problema in modo più professionale e continuato». Il procuratore capo di Paola, Domenico Fiordalisi, torna a parlare di ambiente e degli ultimi provvedimenti, cinque impianti di depurazione sequestrati, che hanno interessato quattro località del Tirreno. Un risultato ottenuto grazie al nuovo gruppo di lavoro, che affianca i pm della procura paolana. «Per una questione di organicità di intervento, ho accentrato tutte le competenze in materia ambientale, di edilizia e anche dei reati pubblica amministrazione connessi con questi reati».

La sezione dedicata all'ambiente

Già poco dopo il suo insediamento, avvenuto nel marzo scorso, il magistrato Fiordalisi aveva annunciato l'istituzione di una sezione interna alla procura di Paola finalizzata al contrasto dei reati ambientali, che ha il preciso obiettivo di salvaguardare il mare del Tirreno cosentino e tutelare la salute pubblica. Tra i provvedimenti emanati di recente c'è il sequestro di cinque impianti di depurazione, due a Cetraro, e i restanti tre a Fuscaldo, Diamante e Verbicaro, ipianti che presenterebbero inefficienze e irregolarità. «I vari sequestri – prosegue Fiordalisi - sono indispensabili per poter imporre anche delle prescrizioni immediate ai gestori che non ottemperano ai loro obblighi contrattuali e stiamo già vedendo i risultati: tutti gli altri depuratori stanno iniziando a funzionare. L'obiettivo della magistratura è quello di accertare eventuali responsabilità, ma inevitabilmente ne trae beneficio tutto il territorio».

Carenze strutturali e non solo

Secondo il procuratore Fiordalisi, sversamenti di liquami in mare e malfunzionamento degli impianti, non sarebbero da addebitare solo a carenze strutturali. «Ogni procedimento è a sé – precisa – ma, in linea di massima, buona parte del cattivo funzionamento dei depuratori non è dovuta al sottodimensionamento. Il depuratore è una macchina complessa che ha bisogno di una serie di opere essenziali minimali per funzionare e queste devono essere messe in funzione dal gestore, che accetta un contratto e prende dei soldi dalla pubblica amministrazione. Perciò, deve far funzionare quella macchina come gli viene affidata e non può poi trincerarsi dietro il mancato adeguamento strutturale. Il funzionamento deve essere assicurato».