A Lamezia Terme prevista la proiezione del film di RT “Biolab, la guerra biologica”: l’associazione ucraina parla di propaganda russa

È al centro di una nuova polemica la proiezione pubblica del film “Biolab, la guerra biologica”, prodotto dall’emittente di Stato russa Russia Today (RT), prevista oggi a Lamezia Terme. L’iniziativa, promossa come evento pubblico, è stata denunciata dall’Associazione di Promozione Sociale “Svitanok”, punto di riferimento per la comunità ucraina in Calabria, che la definisce un episodio di propaganda russa in Italia.

Secondo l’associazione, la proiezione non sarebbe una “semplice manifestazione di pensiero”, ma la diffusione di un prodotto audiovisivo realizzato da RT, emittente che – ricordano – è soggetta a misure restrittive e sanzioni dell’Unione Europea. In particolare, Svitanok cita il Regolamento UE n. 833/2014 e la Decisione PESC 2022/351, norme che sospendono la diffusione di contenuti prodotti dai media riconosciuti come strumenti della propaganda russa.

L’associazione sostiene inoltre di aver già segnalato formalmente l’accaduto alle autorità competenti: AgCom, Prefettura di Catanzaro, Questura e Amministrazione Comunale, coinvolgendo il sindaco Mario Murone e l’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli.

«Evento pubblico, non privato»

Svitanok contesta anche la definizione di evento privato, sottolineando che la proiezione è stata ampiamente pubblicizzata su testate giornalistiche online e blog, e che quindi assumerebbe una natura pubblica. L’associazione ritiene che la diffusione di contenuti sanzionati dall’UE costituisca una violazione della normativa vigente e un “affronto” all’ordinamento italiano ed europeo.

La nota parla inoltre di “guerra ibrida” condotta dalla Russia contro l’Occidente, che – secondo l’associazione – passa anche attraverso la disinformazione e la destabilizzazione delle democrazie. Svitanok richiama il contesto della guerra in Ucraina, definendo il popolo ucraino “scudo per l’intera Europa” e accusando gli organizzatori di “pugnalare alle spalle” chi resiste agli attacchi russi.

La data scelta per l’evento

La data del 27 gennaio, Giorno della Memoria, viene giudicata “di una gravità inaudita” dall’associazione, che critica l’accostamento tra la commemorazione delle vittime del nazifascismo e la proiezione di un film considerato propaganda del regime di Putin. Nel comunicato si segnala anche la partecipazione in collegamento di Vincenzo Lorusso, blogger noto per posizioni filorusse e per attività di disinformazione dalle zone occupate.

Svitanok conclude chiedendo alle istituzioni locali e alle forze politiche di prendere una posizione pubblica, definendo il silenzio “complicità” e invitando a impedire che Lamezia Terme diventi “teatro di operazioni di influenza russa”.

Anche il Pd di Lamezia Terme aderisce all’appello: «Insulto alla democrazia»

Una posizione simile arriva anche dai consiglieri comunali del Partito Democratico Doris Lo Moro e Gennarino Masi, che definiscono la proiezione “un insulto e un attacco alla democrazia” italiana.

Nel loro comunicato, i consiglieri sostengono che il film, presentato come documentario d’inchiesta, sia in realtà un prodotto volto a giustificare l’invasione russa dell’Ucraina e a nascondere presunti crimini di guerra dell’esercito russo. L’iniziativa viene inserita in un “più ampio progetto” di diffusione delle narrazioni del Cremlino, che avrebbe coinvolto altre città italiane e la presenza dello stesso blogger Vincenzo Lorusso.

I consiglieri citano anche il divieto della proiezione nella Repubblica di San Marino, motivato, secondo loro, dal timore di “ingerenze di potenze straniere” nel paese. Inoltre, richiamano presunte iniziative analoghe già svoltesi a Lamezia e nel circondario, tra cui l’incontro con il blogger filorusso Andrea Lucidi e la diffusione di manifesti con la scritta “La Russia non è mia nemica”.

Lo Moro e Masi aderiscono all’appello di Svitanok e chiedono alle autorità competenti di vigilare e, se sussistono i presupposti, impedire la proiezione. Nel comunicato si sottolinea come la libertà di espressione non possa essere invocata per difendere un prodotto audiovisivo di un regime che, secondo i consiglieri, limita la libertà di stampa e imprigiona giornalisti, richiamando l’assassinio della giornalista Anna Politkovskaja.

Infine, i consiglieri criticano l’accostamento alla lotta antifascista e denunciano l’assenza di attenzione verso le vittime della guerra: civili bombardati, profughi, città distrutte e bambini deportati.