A chiedere l’eventuale impiego della nave M558 sarebbe stato direttamente Trump. Il mezzo militare che porta il nome della città pitagorica in questo momento si trova nelle acque di Malta
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In questi giorni si fa sempre più insistente la possibilità dell’impiego di cacciamine italiani nello Stretto di Hormuz con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione in una zona strategica per l’economia internazionale. I cacciamine della Marina Militare sono riconosciuti come le unità più efficaci a livello mondiale per quanto riguarda l’attività di sminamento, tanto che lo stesso Trump ne aveva chiesto il loro impiego.
Sono dotate di una tecnologia all’avanguardia che consente di localizzare oggetti sospetti sul fondo marino. Dopo l’individuazione delle mine, si passa alla verifica ravvicinata per mezzo di droni subacquei dotati di telecamere e in supporto intervengono poi i sommozzatori specializzati nel disinnesco degli ordigni. Si tratta di unità navali non molto grandi con equipaggio di circa 50 persone e scafo costruito in materiale antimagnetico, come la vetroresina. La Marina dispone di otto unità di questo tipo, che portano il nome di altrettante città costiere. Una di queste, appartenente alla classe “Gaeta” porta il nome della città calabrese di Crotone.
La base dei cacciamine italiani è il porto di La Spezia. Al momento, risulterebbero operative in mare due unità: il “Crotone” e il “Rimini”. Nei giorni 16 e 17 marzo, i due cacciamine sono stati impegnati in un’intensa attività addestrativa nelle acque prospicienti il Golfo della Spezia, per cui viene ritenuto probabile il loro impiego nel caso che dovesse arrivare la decisione politica. Nave “Crotone” , con distintivo ottico M558 naviga attualmente nelle acque di Malta.
Il cacciamine “Crotone” non è la prima nave militare italiana a portare il nome della città pitagorica: la prima fu un posamine confiscato alla marina imperiale tedesca dopo la prima guerra mondiale e riadattato a nave scuola, con il nome del filantropo Nicola Garaventa, per aiutare i ragazzi senza famiglia offrendo loro un lavoro come marinai.

