Il clima è già cambiato. E il futuro è già cominciato.

Non è più soltanto un’emergenza. È diventata la nostra nuova, drammatica realtà. Incendi devastanti, siccità, temperature record, un Mediterraneo sempre più caldo, bombe d’acqua, frane e alluvioni. Eventi estremi sempre più frequenti, intensi e difficili da prevedere, che stanno cambiando le nostre vite e mettendo sotto pressione territori, città, agricoltura, economia e salute.

Ma siamo davvero pronti? La Calabria è pronta?

C’è un piano di prevenzione ed emergenza?

Sono queste la domanda al centro di “Il pianeta che brucia. Il futuro è già cominciato”, lo speciale de I Giorni della Storia, condotto da Franco Laratta, in onda questa sera, giovedì 27 agosto, alle 22 su LaC TV.

Una puntata che parte da ciò che sta accadendo nel Mediterraneo e in Calabria per interrogarsi sulla capacità del nostro territorio di affrontare un clima che non è più quello per il quale abbiamo costruito città, infrastrutture e sistemi di protezione.

In studio Carlo Tansi, geologo e ricercatore CNR, Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette di Legambiente, e Giuseppe Mendicino, team leader del gruppo di ricerca Panorama. In collegamento Maurizio Lucia, comandante regionale dei Vigili del Fuoco, il professor Maurizio Muzzupappa, ordinario dell’Università della Calabria, e Domenico Costarella, direttore generale della Protezione Civile Calabria. E poi il ricordo dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco con Simone Tropea in collegamento da Roma.

Dagli incendi che hanno colpito Francia e Spagna alle emergenze in Calabria, attraverso immagini e testimonianze si parlerà di prevenzione, sicurezza del territorio, incendi boschivi e capacità di intervento. Ma anche di alluvioni, dissesto idrogeologico e dei rischi legati a un Mediterraneo sempre più caldo.

La puntata ripercorrerà alcune delle grandi tragedie della storia italiana, mettendole a confronto con gli eventi estremi di oggi. Perché la memoria delle catastrofi deve diventare conoscenza e, soprattutto, prevenzione.

Uno dei temi centrali sarà proprio la Calabria, una terra fragile nella quale argini degradati, cunette ostruite, abusivismo e opere incompiute possono trasformare un evento meteorologico estremo in una tragedia. E mentre il Mediterraneo accumula sempre più calore, cresce l’allarme per il rischio di cicloni, frane e alluvioni nei prossimi mesi.

Ma non c’è soltanto l’emergenza.

C’è anche la necessità di immaginare un altro futuro. Per questo lo speciale guarderà alle grandi esperienze di contrasto alla crisi climatica, dalla Grande Muraglia Verde africana alla riforestazione delle città, fino alla necessità di ripensare gli spazi urbani e il rapporto tra acqua, suolo, natura e costruzioni.

Il quadro è sempre più preoccupante. Il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il più caldo mai osservato nell’Europa occidentale, mentre il Mediterraneo continua a registrare temperature eccezionalmente elevate. E il cambiamento climatico ha già un costo enorme anche sul piano economico: siccità, caldo estremo e fenomeni alluvionali colpiscono produzioni, lavoro, infrastrutture e imprese.

Non possiamo più limitarci a contare i danni dopo ogni emergenza.

Dobbiamo sapere dove siamo vulnerabili, cosa manca e cosa dobbiamo fare prima.

Perché il cambiamento climatico non è più una previsione lontana.

È già qui.

La vera sfida, adesso, è capire se siamo pronti a cambiare anche noi. E soprattutto se siamo pronti ad agire prima, invece di arrivare ancora una volta dopo.

“Il pianeta che brucia. Il futuro è già cominciato”. Conduce Franco Laratta direttore dell’informazione di LaC

Questa sera, alle 22, su LaC Tv, canale 11 del digitale terrestre.