La vettura è protagonista del road-tour ASI che arriva anche nella città dei bruzi: bio-benzina e tradizione insieme per lanciare un nuovo modello sostenibile
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Non è solo un passaggio su strada, ma un esperimento che prova a riscrivere il rapporto tra memoria e futuro. Il road-tour Torino-Palermo dell’Automotoclub Storico Italiano porta in Italia una sfida concreta: far viaggiare un’icona del motorismo d’epoca come la Lancia Flaminia GT del 1967 alimentata esclusivamente con bio-benzina di seconda generazione. In questo percorso, Cosenza non è una tappa qualsiasi, ma uno snodo simbolico e operativo, dove sostenibilità e tradizione si incontrano sul terreno più delicato: quello della conservazione attiva del patrimonio storico su quattro ruote.
La Lancia Flaminia GT Touring, icona della produzione italiana, sarà impegnata in un test-drive di lunga durata – 10.000 chilometri complessivi – alimentata esclusivamente con bio-benzina di seconda generazione. Un progetto che rientra nel programma ASI Net-Zero Classic, con l’obiettivo di dimostrare che anche le auto storiche possono trovare un equilibrio tra conservazione e sostenibilità.
Il passaggio in Calabria non è casuale. Il 19 aprile la vettura arriverà in città, dove ad accoglierla sarà la Scuderia Brutia, punto di riferimento locale del circuito ASI. Una tappa tecnica, necessaria per il rifornimento di un carburante non disponibile nelle normali stazioni, ma anche simbolica. Alle 16:30 di domenica la Lancia Flaminia arriverà a piazza dei Bruzi (lato fontana di Giugno) scortata dalla Polizia Municipale, a seguire pit stop e rifornimento con 75 litri di Biocarburante.
I dati raccolti finora parlano chiaro. L’utilizzo della bio-benzina non comporta perdita di prestazioni, non richiede modifiche ai motori ed è completamente compatibile con i carburanti tradizionali. Ma soprattutto incide sulle emissioni: il monossido di carbonio si riduce del 26% nei percorsi urbani e fino al 31% in quelli extraurbani, con un abbattimento significativo anche degli idrocarburi incombusti e del particolato.
Un cambio di paradigma, che non sacrifica l’identità delle vetture. È proprio su questo punto che insiste il presidente della Scuderia Brutia, Salvatore Chiappetta: «Crediamo fermamente – sottolinea – che i club federati ASI debbano collaborare alla custodia del patrimonio del motorismo storico senza impattare negativamente sul futuro del pianeta». E ancora: «I biocarburanti rappresentano un ponte tra tradizione e innovazione, una soluzione efficace per abbattere le emissioni senza sacrificare il fascino delle vetture d’epoca».
Una visione che trova riscontro anche nei test già effettuati, come evidenzia lo stesso Chiappetta: «Le emissioni di monossido si riducono del 26% in area urbana e fino al 31% in quella extraurbana, mentre le prestazioni restano invariate e, in alcuni casi, migliorano».
La tappa cosentina sarà anche occasione di apertura alla città. Domenica, in piazza dei Bruzi, è prevista l’esposizione di circa trenta auto d’epoca, un evento pensato per avvicinare il pubblico a un patrimonio che non è solo nostalgia, ma racconto vivo di un’epoca. «Vogliamo dimostrare – aggiunge Chiappetta – che i nostri veicoli possono continuare a circolare liberamente e in modo sostenibile, senza rinunciare alla loro originalità».
Il viaggio della Flaminia proseguirà poi verso Catania e Palermo, chiudendo un itinerario di quasi 2.000 chilometri. Ma il senso dell’operazione va oltre il percorso: è un test culturale prima ancora che tecnico. Dimostrare che anche ciò che appartiene al passato può trovare un posto nel futuro, senza essere relegato a museo o memoria.
E in questo passaggio, Cosenza si ritaglia un ruolo preciso: non semplice tappa, ma laboratorio di una possibile convivenza tra storia e innovazione.




