L’estate 2026 si staglia all'orizzonte con una serie di criticità che rischiano di incidere sulle scelte dei viaggiatori. Tra queste, il caro carburante rappresenta senza dubbio uno degli ostacoli principali: spostarsi costa di più, organizzare una vacanza richiede maggiore attenzione al budget e molti turisti sono costretti a rivedere programmi e itinerari.

Anche la Calabria si prepara ad affrontare questa stagione tra luci e ombre. Da un lato cresce l’interesse verso una regione che negli ultimi anni ha saputo rafforzare la propria immagine come destinazione completa, capace di offrire non solo mare e spiagge, ma anche borghi storici, turismo esperienziale, percorsi enogastronomici e attività outdoor. Dall’altro restano le difficoltà legate alle infrastrutture, ai collegamenti e ai danni provocati dagli eventi atmosferici che nei mesi scorsi hanno colpito diversi territori, aggravando criticità già esistenti.

Il rincaro dei carburanti, in particolare, sta influenzando in modo diretto la programmazione delle vacanze: si preferiscono itinerari più brevi, si riducono gli spostamenti interni e cresce l’interesse verso formule organizzate di gruppo, che consentono di contenere i costi sia nei trasferimenti su strada che nei viaggi in treno o in aereo. Eppure, nonostante le difficoltà, la Calabria continua ad avere un enorme potenziale

Per capire quali saranno le prospettive della stagione estiva 2026 abbiamo incontrato Alessandra Porto, operatore turistico specializzato in incoming Calabria, da oltre 15 anni impegnata nel settore tra tour operating, turismo delle radici e consulenza turistica. Con lei abbiamo parlato delle previsioni per l’estate, dell’impatto del caro carburante sulle prenotazioni, delle località più richieste e delle opportunità che il turismo può ancora offrire alla nostra regione. Ecco cosa ci ha raccontato.

Alessandra, in cosa consiste il tuo lavoro?

«Sono un operatore turistico specializzato in incoming Calabria. Svolgo questo lavoro da più di 15 anni. Sono nata come accompagnatore turistico e tour operator, nel tempo mi sono specializzata nel Turismo delle radici e quello esperienziale. Ho continuato a professionalizzarmi muovendo verso la consulenza. Oggi oltre a lavorare come libera professionista, ho una serie di collaborazioni con il Consorzio turistico "Terredamare" che da pochissimo, insieme ad altri soggetti, ha dato vita al primo distretto turistico regionale riconosciuto dalla regione Calabria. Collaboro con "Antoior Travel and Events", tour operator calabrese, e mi occupo di promozione collaborando a servizi radio- televisivi nazionali e regionali».

Che previsioni hai per la stagione estiva 2026 in Calabria dal punto di vista delle presenze turistiche? Ti aspetti un aumento rispetto agli anni passati oppure una sostanziale stabilità?

«I dati generali riguardo l'Italia parlano di un aumento considerevole per la stagione estiva ormai avviata. Per quanto riguarda la Calabria, la mia impressione è che confermi l'andamento nazionale. Dobbiamo però sottolineare che nella nostra regione, soprattutto in estate, abbiamo una diversificazione di target: alcune zone sono turistiche nel senso stretto, vedi Tropea. Altre hanno presenze di balneari con esigenze, richieste di servizi e budget di spesa differenti».

Il caro carburante sta incidendo sulle scelte dei viaggiatori? Hai riscontrato una diminuzione degli spostamenti in auto o una preferenza maggiore per soluzioni alternative come treni, voli o transfer organizzati?

«Sì, ovviamente il caro carburante ha grande ripercussione nel turismo. Già nel primissimo periodo, nella pianificazione dei viaggi le richieste sono state quelle di creare itinerari che riducessero i percorsi, quindi soluzione che riducessero gli spostamenti in autobus. Sicuramente rispetto alla prenotazione singola, le soluzioni di gruppo restano quelle più vantaggiose per gli spostamenti sia aerei che in treno perché spesso permettono di avere prezzi più competitivi».

Dal tuo osservatorio di tour operator, quali località e tipologie di vacanza stanno registrando più interesse quest’estate in Calabria: mare, borghi, turismo esperienziale o itinerari enogastronomici?

«La Calabria negli ultimi anni ha aumentato la propria immagine di destinazione turistica. Sempre più si presenta come un'insieme di destinazioni. Sicuramente le località di mare restano le scelte più ambite durante la stagione estiva anche se le nostre montagne permettono esperienze sempre più interessanti. I nostri borghi restano un'altra importante attrattiva, basti pensare che la regione vanta 17 comuni riconosciuti nel club "I Borghi più belli d'Italia". Sempre più richieste le attività Outdoor ed ovviamente la nostra gastronomia si conferma tra le esperienze più apprezzate grazie anche ad eventi o degustazioni organizzate sui nostri prodotti di eccellenza. Ad esempio quest'anno si ripeterà come lo scorso anno l'evento Borgo di Vino (Fiumefreddo Bruzio) che è un appuntamento itinerante in 25 località dei Borghi più belli d'Italia, dove sarà possibile vivere una serata dedicata alle migliori cantine Italiane soprattutto calabresi, accompagnato dai prodotti tipici ed esperienze diffuse».

Dopo i cicloni che nei mesi scorsi hanno colpito la Calabria causando danni a diverse strutture e infrastrutture, state riscontrando ancora ripercussioni negative sul turismo? Ci sono località o attività che stanno pagando ancora le conseguenze di quegli eventi?

«Gli eventi degli scorsi mesi hanno messo a dura prova i nostri territori che purtroppo hanno già grandi limiti. Le nostre strade di collegamento già normalmente non facilitano gli spostamenti, i danno avuti hanno acuito queste problematiche. Abbiamo avuto problemi anche in siti di interesse storico-culturale, ma pian piano si sta provando a ripristinare o comunque rendere accessibile i luoghi. In realtà più che i danni dei cicloni, il grande limite dei nostri territori è che i siti non sono fruibili per altre problematiche spesso carenza di fondi e personale».

Qual è il tuo augurio, sotto il profilo turistico, per la nostra regione? Cosa fare per rilanciare la Calabria?

«Il mio augurio per la nostra regione è che acquisisca sempre più consapevolezza che il turismo, quindi l'industria del turismo, può essere la nostra vera ricchezza. In realtà non abbiamo neanche bisogno di costruire chissà ché perché abbiamo avuto la fortuna di ereditare un grande patrimonio materiale ed immateriale: natura, arte, tradizione e gastronomia dobbiamo solo metterli a sistema. Mi auguro che si comprenda che la professionalità e credibilità diventino i pilastri di questo settore ma soprattutto che tutto avvenga nel rispetto di quello che siamo e che questa terra ci offre».