Condotta dal direttore Franco Laratta, la trasmissione ha fatto il suo esordio giovedì sera. Il prossimo appuntamento sarà centrato sull’America di Trump
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Boom di visualizzazioni per il nuovo format di LaC “I giorni della storia” che ha debuttato giovedì alle 22 ricordando la figura di Bergoglio ad un anno dalla morte.
Record di ascolti grazie anche alla popolarità della figura di Papa Francesco, al centro della prima puntata del nuovo format ideato e condotto dal nostro direttore Franco Laratta.
I giorni della storia, una trasmissione che si annuncia, fin dal suo esordio, come uno degli spazi più seri e stimolanti del panorama televisivo culturale. Un progetto capace di coniugare profondità di analisi e chiarezza divulgativa, restituendo dignità al dibattito pubblico.
A guidare con equilibrio e sensibilità il confronto è Franco Laratta, che in studio orchestra un dialogo ricco e articolato, valorizzando le competenze dei suoi ospiti. Accanto a lui, Mons. Attilio Nostro offre uno sguardo autorevole e pastorale, mentre il giornalista e scrittore Simone Tropea contribuisce con riflessioni puntuali e ben radicate nel contesto contemporaneo. Non meno significativo è l’intervento di Saverio Morello, presidente dell’Associazione Universitaria Elsa di Catanzaro, che porta la voce del mondo giovanile e accademico, ampliando l’orizzonte della discussione.
Il respiro del programma si estende oltre lo studio grazie ai collegamenti con Cosenza, condotti da Ernesto Mastroianni, che arricchisce la trasmissione con ritmo e misura. Qui trovano spazio altri contributi di grande spessore: il teologo don Franco Staffa, capace di offrire letture profonde e meditate, e monsignor Giovanni Checchinato, che aggiunge ulteriori e profondi elementi di riflessione sul piano ecclesiale.
A completare il quadro, gli interventi della giornalista dell’Osservatore Romano Beatrice Guarrera e della collega Solène Tadiè, in collegamento da Budapest, che conferiscono una dimensione internazionale al dibattito, mentre il vaticanista Andrea Papaccio Napoletano impreziosisce la puntata con un’analisi lucida e documentata delle dinamiche interne alla Santa Sede.
Nel corso della trasmissione risuona una delle espressioni più emblematiche del pontificato di Francesco — «Chi sono io per giudicare?» — una frase che, più di ogni altra, sintetizza lo spirito di apertura e di interrogazione morale che caratterizza il suo magistero.
I giorni della storia si rivela così non solo un programma televisivo, ma un vero laboratorio di idee, in cui le voci degli ospiti, tutte autorevoli e ben calibrate, contribuiscono a costruire un racconto corale, capace di restituire complessità e profondità a uno dei pontificati più discussi e significativi del nostro tempo.
La prima puntata ha convinto un pubblico numerosissimo e impensabile per un format molto ambizioso, mentre si prepara la seconda puntata di giovedì prossimo dal tema: ‘gli ottant’anni dell’assemblea costituente. Dove va la democrazia?’
Annunciati ospiti di rilievo nazionale e internazionale con una puntata nell’America di Trump.

