«A rega’, io faccio solo i video». Una frase che è un mantra, ripetuto a più riprese e tenuto sempre a mente. Perché Filippo, per tutti Il Trono del Muori, youtuber da quasi 400mila iscritti, non ha mai avuto né avanza pretese di popolarità. Per anni è stata soltanto una voce, a luglio ha poi svelato il proprio volto: «Tanto – dice dal palco – i fan lo coprivano nelle foto, ma le fiere alle quali partecipavo lo mettevano sempre. E poi farlo al decimo anno sarebbe stato scontato, al nono invece è meme». Al Piccolo Teatro Gulliver di Rende, ospite dei ragazzi di Nova Pop, il creator ha chiacchierato con il pubblico per un’ora e mezza abbondante, ripercorrendo la propria carriera dagli inizi su Facebook fino all’esplosione su Youtube, dove è sbarcato nel 2017 imponendosi subito come uno fra i più apprezzati della piattaforma.

Un centinaio i fan accorsi per l’arrivo dello youtuber (e quindi tutto esaurito per il Piccolo Teatro Gulliver), alcuni provenienti da fuori provincia e molti dei quali si sono conosciuti per la prima volta proprio fra le poltroncine della location. Questo non ha però loro impedito di instaurare subito un rapporto confidenziale, come se si conoscessero da una vita. Un particolare che ha stupito e ovviamente reso più che felice Filippo, che ai nostri microfoni ribadisce il proprio mantra: «Io dico sempre la stessa cosa: io faccio solo i video. Loro mi danno un amore immenso che capisco, perché allo stesso modo io provo un affetto identico per altri. Però vedere tutte queste persone – continua – che si vogliono bene e che mi vogliono bene… Penso che sia una cosa alla quale non mi abituerò davvero mai». Al termine dell’evento, Filippo si è fermato per oltre un’ora e mezza a firmare le copie della sua ultima opera per Mondadori, una rilettura in chiave tutta “Trono del muori” dell’Odissea dal titolo (e come sarebbe potuto essere altrimenti) “La Muorissea”. 

La presa di posizione sulla Palestina: «Non capisco perché non ne parlino anche altri»

Nel corso della serata anche un’incursione dei ragazzi di Arkanight, streamer di Twitch con i quali Filippo condivide diverse live. Un siparietto durato una decina di minuti, chiuso il quale si è tornati a parlare dei progetti futuri, fra la curiosità dei fan accorsi e, ovviamente, la solita, inconfondibile ironia, tutta romana, dello youtuber, che dal palco torna sul suo ultimo lavoro letterario: «Ho deciso di fare i libri – ha spiegato durante l’evento – perché sostanzialmente sono dei miei video messi su carta». E a proposito di video, solo per dare alcuni freddi numeri: i “riassunti accuratissimi” dei film di Harry Potter, video da oltre un’ora, hanno sfondato in alcuni casi anche i 3 milioni di visualizzazioni e non sono mai andati sotto il milione.

Non solo video e meme, però, perché dal palco Filippo non ha perso occasione per sferzare la politica italiana e internazionale. Il creator romano è stato infatti uno dei primissimi a esporsi sulla questione palestinese, sin dall’inizio degli attacchi israeliani su Gaza. Primissimi e, per un lungo periodo, anche pochi: insieme a lui BOB (Beyond Ordinary Borders), Enrico di WatchMojo Italia, Barbascura X su Youtube e, fuori dalla piattaforma, ovviamente Zero Calcare. E proprio a un episodio relativo al fumettista suo concittadino e alla querelle con il Lucca Comics del 2023, nel marasma del patrocinio di Israele alla manifestazione, Filippo fa riferimento quando torna sul tema ai nostri microfoni: «Il post di Zero arrivò praticamente in contemporanea al mio – spiega – e insieme a noi lo fecero anche altri creator. In quell’occasione mi chiesi perché non ci fossero più colleghi capaci di prendere posizione su quest'argomento. Anche solo condividere delle stories, anche solo commentare sotto i post, perché non l’hanno fatto? Però adesso siamo sempre di più – spiega – e di questo sono sempre più contento».

Al termine del firmacopie, dopo tre ore e mezza trascorse sul palco del Piccolo Teatro Gulliver, per Filippo non è ancora finita: i (non) pochi affezionati rimasti fuori dal locale lo aspettano e lui non si sottrae né a foto, né a saluti, né tantomeno a uno scambio di opinioni su qualsiasi argomento: dalla nuova serie di Harry Potter ai vecchi film, dalle opere più amate come Berserk o Rocky Joe fino al mondo di Tolkien. E non ascolta soltanto per cortesia, ma partecipa anche vivacemente alle discussioni. In un’era come quella moderna in cui tutti i creators sembrano aver dimenticato come sono arrivati al successo e decidono di riempire gli stadi per i matrimoni, un passaggio non scontato. Evidentemente, per Il Trono del Muori, il rapporto coi fan viene prima di ogni altra cosa.