Nel corso della cerimonia inaugurale, Carolina Lussana ha ricordato che la regione gestisce una quota rilevante del contenzioso tributario italiano e ha difeso il ruolo delle Corti territoriali
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«La Calabria insieme ad altre cinque regioni, quasi tutte del Sud, amministra l’85% del contenzioso nazionale che vale 24 miliardi di Pil. Nonostante le grandi controversie in entrate, le Corti sono riuscite a mantenere alti gli standard di produttività contribuendo a smaltire l’arretrato e producendo pronunce di qualità».
Lo ha detto la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria, Carolina Lussana, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario tributario a Catanzaro.
«È questa – ha aggiunto – la testimonianza del grande lavoro svolto dai nostri presidenti e da tutti i giudici che operano in questo territorio che sappiamo essere complicato e complesso».
Lussana ha quindi ricordato il rischio di soppressione di due Corti calabresi nell’ambito della revisione della geografia giudiziaria proposta dal Mef due anni fa. «Erano a rischio le Corti di Crotone e Vibo Valentia. Il Consiglio ha lavorato con il Ministero per scongiurare questo rischio e di questo sono soddisfatta e orgogliosa».
Nel corso del suo intervento, la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria ha affrontato anche il tema della riforma del settore. «Ci sono tre neo magistrati tributari residenti in Calabria che spero possano essere applicati nelle Corti calabresi insieme ad altri. La riforma ha dato pari dignità alla Giustizia tributaria rispetto alle altre giurisdizioni».
Lussana ha poi sottolineato il valore simbolico della presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla recente inaugurazione dell’Anno giudiziario tributario a Roma. «È stata la prima volta che un presidente della Repubblica ha onorato la Giustizia tributaria. Non siamo una giustizia minore, anzi abbiamo un’importanza rilevante per la nazione, se pensiamo all’impatto che le nostre pronunce hanno sul sistema economico calabrese e nazionale».
Secondo Lussana, «adesso si tratterà di lavorare perché questa che è diventata la quinta magistratura del Paese, e non certo in ordine di importanza, possa operare al meglio e avere quel riconoscimento che le spetta».
La presidente ha quindi evidenziato «il grande lavoro del Consiglio di presidenza per migliorare la giustizia», spiegando che «i contribuenti necessitano di un giudice terzo, imparziale, in grado di applicare in concreto la giusta imposta».
«I contribuenti – ha aggiunto – richiedono tempi rapidi di giustizia perché oggi un sistema economico in difficoltà, anche a causa dei conflitti in corso, non può attendere tempi lunghi. Il lavoro che stiamo facendo è rivolto ad avere una giustizia di qualità ma anche il più possibile celere».
Infine, un passaggio sulla riforma fiscale varata dal Governo: «Il cittadino contribuente non è un mero soggetto attivo ma deve contribuire sin dalla fase dell’accertamento in un’ottica di leale collaborazione con il fisco. Spero che si possa andare sempre più in questa direzione».

