Un reportage del documentarista calabrese Natalino Stasi svela la storia di una giovane coppia e del loro bambino. Una fuga dai ritmi frenetici della metropoli e la scelta di vivere in una contrada abbandonata nel bosco per riscoprire la felicità nelle cose semplici, nell'autosufficienza e nel contatto profondo con la natura
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Esiste un momento, nella vita di molti, in cui ci si chiede se correre ogni giorno per rincorrere scadenze, timbrare cartellini e accumulare cose sia davvero l'unico modo di stare al mondo. C'è chi a questa domanda risponde stringendo i denti e chi, invece, decide di fermarsi, fare le valigie e cambiare completamente strada. È quello che hanno fatto Luca e Martina, i protagonisti del nuovo reportage firmato dal documentarista calabrese Natalino Stasi. Con la sua telecamera e le sue parole, Stasi è riuscito ancora una volta a catturare l'attenzione e il cuore di migliaia di persone su YouTube, portando alla luce una storia di vita alternativa che parla direttamente ai bisogni più profondi di ognuno: stare bene e ritrovare la propria serenità.
La storia si sviluppa tra i sentieri di una contrada isolata e quasi dimenticata dal tempo, dove i rumori del traffico e lo smog della città sono solo un vecchio ricordo. Lì, in una vecchia casa di pietra circondata dal verde, questa piccola famiglia ha costruito il proprio paradiso personale. Luca, che un tempo lavorava come perito chimico in una grande multinazionale, ha scelto di licenziarsi e di rinunciare a uno stipendio sicuro pur di riprendersi il proprio tempo. Oggi, insieme a Martina e al loro bambino Francesco, porta avanti una micro-azienda agricola basata sulla semplicità e sulla cura della terra.
La loro è una ricerca della felicità che non passa attraverso il consumo, ma attraverso il contatto quotidiano con i ritmi della natura. Coltivano da soli quasi tutto ciò che mangiano: basta un piccolo orto ben curato e un pollaio per garantire verdura fresca e uova per tutto l'anno, riducendo al minimo le visite al supermercato. L'acqua arriva limpida direttamente da una sorgente vicina, e il riscaldamento per l'inverno è assicurato dalla legna raccolta nei boschi circostanti. Una vita che i protagonisti stessi definiscono non sempre facile, perché richiede impegno e fatica fisica, ma incredibilmente semplice e ricca di significato.
Il vero lusso di questa scelta non si misura in denaro, ma in tranquillità mentale. Lontani dalla fretta cronica della società moderna, Luca e Martina hanno riscoperto il piacere di svegliarsi la mattina senza l'ansia del domani, con la libertà di decidere come gestire le proprie ore e come dedicarsi alla famiglia.
Attraverso lo sguardo attento e sensibile di Natalino Stasi, il documentario si trasforma in un invito alla riflessione per tutti. Ricorda che, per cambiare rotta e inseguire un'esistenza più autentica e a misura d'uomo, serve soprattutto una cosa: un briciolo di coraggio per rischiare e per credere che un futuro diverso sia davvero possibile.



