L’appuntamento è a Villa Rendano, lì dove si inerpica quella via Triglio che porta alla zona vip della città vecchia. Luogo perfetto per l’evento. Il clima non è quello di una delle tante presentazioni di libri che si svolgono a Cosenza. Perché lo scrittore, in questo caso, è il super manager dello spettacolo Lucio Presta. Ed è evidente già dal protocollo che la stampa deve seguire: 30 minuti prima dell’inizio spazio ad interviste veloci, con possibilità di riprese da parte degli operatori tv di soli 3 minuti della sala e dei suoi partecipanti, il cosiddetto diritto di cronaca. L’atmosfera è servita. Tra le file, seduta e allineata, c’è buona parte della borghesia cosentina e volti noti della politica: la consigliera regionale di Casa Riformista - Italia Viva, Filomena Greco, accompagnata dallo stilista Claudio Greco, l’ex sindaco Salvatore Perugini, il vicesindaco attuale, Maria Locanto, nipote d’arte di Riccardo Misasi, e la consigliera comunale Bianca Rende da sempre nell’area del centrosinistra.

Presta, sollecitato dalle domande del giornalista Arcangelo Badolati e dall’amica e presentatrice, Ginevra Vercillo, è al centro di tutte le attenzioni. È un po’ come i fiumi della sua città natìa, di questi tempi difficili. Straripante. Eppure, è una vita costellata di stelle la sua.

Tutti i personaggi dello spettacolo italiano vincenti sono passati dalla sua agenzia, la famosa Arcobaleno Tre.
È stato principe dello star system letteralmente: Paolo Bonolis, Roberto Benigni, Amadeus, Simona Ventura, Gianni Morandi, Antonella Clerici, Ezio Greggio, solo per citarne qualcuno.

Ingaggi da capogiro e bel mondo: barche, viaggi, feste. Ora l’uomo dei palinsesti dal carattere tostissimo, con una lunga carriera da potente manager della tv e degli show, colui che gestisce carriere e sa intercettare come pochi i gusti del grande pubblico, ricambia pelle.

Eh sì, Lucio Presta ha scritto di nuovo. Con “L’Uragano – sole, fulmini e saette” - edito da Piemme - travolge il suo habitat naturale: la televisione. È un po’ il seguito del suo primo romanzo autobiografico “Nato con la camicia”. Stavolta però l’approccio è più dirompente, con grande spazio al gossip.

I modi non sono quelli di Corona, certo, ma tante sono le rivendicazioni e le stoccate nei confronti dei suoi ex assistiti, senza troppi giri di parole. D’altronde lui stesso ha detto di sé: «Sono un salesiano prima mi vendico, poi perdono». E lui c’ha dato dentro.